Cronaca

"La nostra relazione era tossica: lui è uno stalker, ma io ero gelosa", pena ridotta per l'imputato

I giudici di appello hanno ritenuto le attenuanti prevalenti sulle aggravanti, revocando anche la misura del divieto di avvicinamento

“Ero gelosa, i suoi comportamenti sono anche un po’ colpa mia” e il giudice concede lo sconto all’imputato.

L’imputato era accusato di stalking nei confronti della ex compagna, per averla pedinata, molestata al telefono con chiamate e messaggi. Comportamenti molestie e ossessivi “tali da ingenerare nella persona offesa un profondo disagio e disturbi ansiosi, con ripercussioni negative sia sul lavoro che nelle relazioni familiari”. Secondo i giudici di appello “le dichiarazioni rese dalla persona offesa, sebbene costituita parte civile, possono essere da sole poste a fondamento della responsabilità penale dell’imputato”, ma hanno anche portato ad uno sconto di pena.

La credibilità della vittima è stata valutata positivamente per arrivare alla condanna anche perché la persona offesa “ammetteva circostanze ad essa in ipotesi sfavorevoli, definendo la relazione con l’imputato come ‘tossica’ in quanto caratterizzata da una elevata conflittualità dovuta alla gelosia che la persona offesa nutriva nei confronti dell’imputato”.

Proprio su questa base i giudici di appello hanno riformato la sentenza riducendo la pena ad 1 anno e 5 mesi di reclusione, ritenendo le attenuanti prevalenti sulle aggravanti, concedendo anche il beneficio della sospensione condizionale e dichiarando la cessazione dell’efficacia della misura di divieto di avvicinamento emessa nei confronti dell’imputato.

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