Stalker rinviato a giudizio e avvertito dal giudice: "Non ci deve essere una prossima volta, sennò scatta la galera"

L'uomo era stato arrestato una prima volta stalking, poi era fuggito dai domiciliari, di nuovo in manette, era finito a casa con il braccialetto elettronico. Ora il processo

Rinviato a giudizio per stalking, revocata la misura dei domiciliari con il braccialetto elettronico e imposto il divieto di avvicinare la ex e di contattarla di persona, per telefono o attraverso i social. “Ed è l’ultima volta che le concediamo fiducia dopo che per tre volte ha violato ogni obbligo” ha avvertito il magistrato a fine udienza.

L’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, era finito in carcere ad agosto dopo che il questore gli aveva comminato l’ammonimento e poi i divieto di avvicinarsi all’abitazione della donna. Entrambi i provvedimenti erano stati violati e l’imputato era finito in carcere.

Dopo la fine della storia d’amore, per la donna, assistita dall’avvocato Emma Contarini, era iniziato un periodo di terrore, di pedinamenti, di molestie, minacce. La seguiva al lavoro, la molestava sotto casa con ripetuti passaggi in auto (anche quando era ai domiciliari).

L’uomo si è sempre difeso dicendo che non molestava la ex per motivi sentimentali, ma la sua insistenza era dovuta ad un credito per dei lavori in casa della donna da riscuotere. La rassicurazione di aver dato tutto in mano ad un avvocato per ottenere i soldi, aveva convinto il giudice a concedergli i domiciliari la prima volta.

Secondo la donna, invece, le molestie e lo stalking sono dovuti proprio alla fine della relazione. L’uomo l’avrebbe perseguitata con messaggi, appostamenti, molestie continue, tanto da indurla in uno stato di terrore ad uscire di casa, andare al lavoro. Paura che trova riscontro nei comportamenti dell’uomo, anche di fronte a provvedimenti restrittivi dell’autorità giudiziaria.

All’arresto era seguita l’udienza di convalida e a fronte di tante promesse, era stato graziato con la concessione degli arresti domiciliari. La sera stessa era evaso da casa per andare a molestare la donna, passando più volte sotto casa della ex con l’auto e la musica alta, per farle capire che la teneva d’occhio. Ed era stato arrestato nuovamente.

A diversi mesi dall’arresto il difensore era riuscito ad ottenere nuovamente i domiciliari, ma con l’applicazione della misura del braccialetto elettronico.

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Nel corso dell’udienza preliminare di oggi l’imputato ha rilasciato delle spontanee dichiarazioni, assicurando un comportamento diligente e di non mettere più in atto appostamenti e molestie. Il giudice lo ha rinviato a giudizio per il reato di stalking, ammonendolo a non violare nuovamente le misure imposte, altrimenti il carcere sarebbe stata la prossima destinazione.

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