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Cronaca

Si invaghisce di una commerciante e la perseguita con visite al negozio e pedinamenti: processato

L'uomo è anche accusato di aver tracciato con la vernice spray il messaggio "t.v.b." sui tubi di irragazione dei campi di fronte all'abitazione della donna

Si invaghisce di una commerciante e la molesta sul luogo di lavoro, davanti ai clienti, inseguendola con l’auto per strada e con appostamenti sotto l’abitazione della donna.

Un uomo di 48 anni, difeso dall’avvocato Sandro Ponziani, è finito davanti al giudice del Tribunale penale di Perugia per rispondere dell’accusa di stalking nei confronti di una donna, con minacce e molestie continue.

L’imputato sarebbe entrato, “con vari pretesti, più volte al giorno, all’interno dell’attività commerciale” delle donna, rivolgendole “anche alla presenza di altri clienti, frasi del tipo: ‘ciao bella’, ‘ti invito a casa mia a mangiarli sul divano guardando la tv e nel mentre ci facciamo le coccole’, ‘ti ho sognato tutta nuda’ e agli inviti” della donna di smetterla e di allontanarsi, avrebbe risposto “il luogo è pubblico e io posso venire quando voglio”.

L’uomo avrebbe perseguitato la donna mandandole baci, “facendole l’occhiolino, toccandole i capelli”, guardandola con insistenza o “facendole domande inopportune: come è andata la notte con tuo marito?”, oppure chiedendole delle foto esposte nel negozio o informazioni sui figli della coppia, oppure invitandola a uscire per andare ad assistere alla festa dei Ceri.

Altre volte l’imputato avrebbe mostrato “disappunto in caso di sua assenza (della donna, ndr) dal negozio, rivolgendo alla figlia minore, con tono rabbioso, la frase: oggi c’è la sostituta”.

Diversi gli episodi in cui l’avrebbe seguita con l’auto, suonando il clacson e facendo apprezzamenti alla signora, chiamandola “ah bona” in mezzo alla strada e alla presenza di persone. Contestati anche gli appostamenti sotto l’abitazione della donna e un litigio con il marito, con il danneggiamento dell’auto tramite una chiave per cambiare gli pneumatici.

Una mattina la donna, aprendo le finestre aveva visto la scritta “t.v.b” tracciata con la vernice spray sui tubi di irrigazione dei terreni antistanti la sua casa. Anche di questo episodio deve rispondere l’imputato.

La donna si è costituita parte civile tramite l’avvocato Simone Nicotra, lamentando uno “stato di ansia e di timore” che le avrebbe impedito “di svolgere serenamente le proprie attività quotidiane e lavorative”.

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