Stadio Santa Giuliana, il vecchio stadio ha troppi acciacchi: slitta al 2014 la fine lavori

Il progetto prevede un recupero importante anche per ospitare grandi eventi e concerti, oltre che la nuova pista dell'atletica. Ma le strutture sono messe male ed obbligano ad ulteriori lavori che rallentano la consegna del cantiere

Il vecchio Santa Giuliana, stadio del Grifo dei Miracoli dove si vinse la prima storica promozione in serie A, ha troppi acciacchi strutturali e quindi i lavori di recupero procedono a rilento. Il progetto prevede la nascita di strutture, camerini, palchi e il recupero della palazzina vicino alla gradinata che devranno servire anche per allestire grandi manifestazione e concerti. In primis per Umbria Jazz. Il cantiere doveva finire entro la primavera 2013 ma l'amministrazione comunale ha ammesso che ci saranno dei ritardi a causa delle condizioni pessime della struttura.

“Il Santa Giuliana aveva bisogno di lavori strutturali - ha spiegato l’assessore Ilio Liberati - per i quali si prevedeva una spesa, ma già a bilancio, di 1 milione e 280mila euro per fare fronte alla riqualificazione strutturale dell'impianto. Oggi, dopo mesi di importanti lavori strutturali, dobbiamo rilevare ulteriori criticità, oltre a quelle che sono state superate dall'inizio dei lavori, a ridosso della nuova gradinata di via Cacciatori delle Alpi. Sono comparse infatti vaste macchie di umidità che vanno a interferire con i locali sottostanti dove dovrebbero andare i camerini e i locali di servizio. Da qui la necessità di bonificare una vasta area esterna per verificare da dove provengano le notevoli infiltrazioni d’acqua. In aggiunta, a ridosso del muro e della gradinata c’è un cavo elettrico di media tensione che deve essere spostato necessariamente dall’Enel (ma a spese del Comune), previa gara d’appalto da parte dello stesso ente". 

Altro punto interrogativo è la pista: ha mostrato qualche cedimento in curva e il progetto è ora al vaglio della Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) per una verifica necessaria alla successiva omologazione. Insomma, tempi che si allungano di qualche mese e costi preventivati, ancorché coperti, che potrebbero aumentare di un po’. L’obiettivo  ha questo punto comunque quello di inaugurare i lavori entro la tarda primavera del prossimo anno.

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