Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Spray al peperoncino contro gli agenti e minacce terroristiche, arrestato e pronto all'espulsione

L'uomo è stato fermato per resistenza e lesioni agli agenti e per essersi steso davanti ad un bus in piazza Morlacchi

“Io so cose sul terrorismo che se le rivelassi scoppierebbero rivoluzioni, cadrebbero governi e ci sarebbe la terza guerra mondiale. Per questo non mi fanno parlare e le forze dell’ordine mi perseguitano”.

Sono queste le giustificazioni fornite al giudice dall’uomo, difeso dall’avvocato Salvatore Cavuoti, che ha spruzzato con dello spray urticante gli agenti di Polizia che lo avevano fermato in vi dell’Acquedotto e arrestato. Dichiarazioni farneticanti che sono valse all’uomo la convalida dell’arresto, per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni gravi (gli agenti hanno avuto bisogno delle cure dei medici e del personale del Pronto soccorso oftalmico) e per interruzione di pubblico servizio (l’arrestato si era steso per terra, davanti ad un autobus in piazza Morlacchi).

L’uomo, un albanese di 40 anni, irregolare sul territorio italiano e con piccoli lavori in nero alle spalle, era stato notato dai Carabinieri domenica pomeriggio mentre tentava di arrampicarsi sulla facciata del duomo di Perugia, in evidente stato confusionale dovuto all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti.

Alla vista dei militari era scappato in via Ulisse Rocchi e poi per via delle Cantine, dove si era sdraiato davanti ad un mezzo di Umbria mobilità, impedendo che partisse. Il conducente aveva chiamato la Polizia. All’arrivo degli agenti l’albanese era scappato in via dell’Acquedotto, era salito sul muretto che dà in via Pascoli e aveva minacciato il suicidio.

Mentre gli agenti cercavano di tranquillizzarlo, per poi procedere all’arresto, l’uomo aveva estratto una bomboletta di spray al peperoncino, spruzzandolo contro i poliziotti. I quali alla fine riescono ad arrestare l’uomo, per poi recarsi in ospedale per lenire e curare il disturbo dello spray urticante.

Condotto in Tribunale per la direttissima, l’uomo ha parlato, farneticando, di terrorismo, di persecuzione (inesistente) delle forze dell’ordine, non mostrando alcun pentimento, tanto che il giudice non solo ha convalidato l’arresto disponendo la traduzione a Capanne, ma ha anche firmato il nulla osta all’espulsione dal territorio italiano.

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