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Ex Banca di Spoleto, membro del Cda denuncia giornalista ma alla fine è lui ad essere rinviato a giudizio...

Il sindacato dei giornalisti alla prima udienza del processo, che sarà celebrata venerdì 17 gennaio 2020,si costituirà parte civile

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l'Associazione Stampa Umbra chiederanno di costituirsi parte civile nel procedimento a carico di Leodino Galli, rinviato a giudizio dal Gip del Tribunale di Spoleto per il reato di calunnia ai danni del giornalista di Tuttoggi Carlo Ceraso. A rappresentare il sindacato dei giornalisti alla prima udienza del processo, che sarà celebrata venerdì 17 gennaio 2020, sarà il presidente dell'Assostampa Umbra, Marco Baruffi.

I fatti risalgono al marzo 2017 quando Galli, consigliere di amministrazione della Banca Popolare di Spoleto, querelò il giornalista per diffamazione incolpandolo di aver riportato una notizia "del tutto inveritiera". Per il giudice, invece, "la circostanza era vera" e per questo ha messo sotto accusa il querelante.

«Si tratta di un procedimento più unico che raro: il caso di un querelante che viene rinviato a giudizio per aver intentato una causa "temeraria" nei confronti di un giornalista, accusandolo di averlo diffamato pur sapendolo innocente. L'uso delle querele bavaglio, sia in sede civile che in sede penale, come strumento per intimidire i giornalisti è uno degli elementi che, come hanno più volte ribadito anche le istituzioni europee, mette a rischio la libertà di stampa. È necessario che, al di là delle iniziative di alcuni giudici, finalmente il legislatore intervenga su questo tema in difesa del diritto dei cittadini ad essere informati», commentano Fnsi e Assostampa Umbra.
 

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