Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Viaggi, pranzi, pubblicità in tv e regali di nozze: condannato il presidente dell'Atc Perugia 1 e i revisori dei conti

Per i giudici della Corte dei conti le spese sarebbero illegittime e sarebbe mancato il controllo degli organismi preposti: in 4 devono risarcire 38mila euro

Pubblicità e sponsorizzazioni televisive, spese per un viaggio in Romania di tre persone, rimborsi chilometrici indebiti a favore di dipendenti e collaboratori, regalie in occasione di festività o matrimoni per dipendenti, spese per pasti al ristorante e rimborsi chilometrici per il presidente.

La Corte dei conti ha condannato l’ex presidente dell’Ambito territoriale di caccia Perugia 1 e tre membri del collegio dei revisori dei conti a risarcire all’Atc quasi 38mila euro, ripartendo il danno in parti uguali.

Ai quattro, difesi dagli avvocati Nicola Di Mario, Michele Nannarone e Sesto Santucci, la Procura contabile contestava la responsabilità amministrativa e il risarcimento del danno per “esborsi illegittimamente sostenuti in totale carenza dei presupposti”.

Sulla base delle indagini effettuate dalla Guardia di finanza, “gli esborsi illeciti, riferibili a comportamenti protratti nel periodo compreso tra gli anni 2008 2013, sarebbero riconducibili” ai rimborsi chilometrici a favore delle guardie venatorie, spese di ristorazione e generi alimentari estranee alle finalità istituzionali, pubblicità e sponsorizzazioni televisive, spese per un viaggio in Romania di tre persone, rimborsi chilometrici indebiti a favore di dipendenti e collaboratori, regalie in occasione di festività o matrimoni per dipendenti (in particolare si contesta un regalo di nozze ad una donna che aveva aiutato l'Atc trasportando selvaggina a titolo gratuito), spese per pasti al ristorante e rimborsi chilometrici per il presidente.

Le condotte contabili contestate riguardano 13mila euro di rimborsi chilometrici per le guardie volontarie, 3.334 euro per ristorazione e generi alimentari, quasi 6.700 per pubblicità e sponsorizzazioni, più di 8.300 per altri rimborsi a favore di dipendenti e collaboratori, quasi 15mila per altre spese legate alla ristorazione e 6.762 euro di rimborsi per il presidente. Per gli stessi fatti era scattata un’indagine penale, chiusa con l’archiviazione.

Per le difese non sussistono rilievi penali e il diritto al risarcimento sarebbe prescritto.

I giudici contabili hanno deciso diversamente, ritenendo le spese illegittime e il mancato controllo dell’organo dei revisori.

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