Soggiorni in Umbria gratis per il (falso) principe del Montenegro, al via il processo per truffa

Nel capo d'imputazione si parla di soggiorni gratis, cartoni di vino, serate di gala, in cambio di cavalierati e onorificenze fasulle

Soggiorni gratis, cartoni di vino, serate di gala, in cambio di cavalierati e onorificenze fasulle. Il principe di Montenegro (così almeno si spaccia, ma al consolato di Macedonia non sanno chi sia) è finito in tribunale con l’accusa di truffa.

Le cronache giudiziarie raccontano di processi a Bari, a Siena, a Trento e, adesso, anche in Umbria, Perugia e Montefalco in particolare. Secondo il ministero degli Esteri Stefan Ceternic non è, sicuramente, “S. A. Reale Imperiale Ceternic Prìncipe Stefan di Montenegro e Macedonia”, come si può leggere nel suo sito internet e nei profili social e anche il suo segretario non sarebbe quello che vogliono far apparire: in realtà sarebbero un triestino di 57 anni e un avellinese di 63, con precedenti per truffa.

A Perugia, dove si è aperto il processo per truffa (subito rinviato per un difetto di notifica) a carico dei due imputati (nel collegio difensivo l’avvocato perugino Carla Ragna) avrebbero “messo in piedi una macchinosa pantomima che, attraverso siti internet e profili Facebook, e con l’accreditamento della falsa autorità nobiliare a istituzioni di tutt’Italia – spiegano i carabinieri in una nota – imprenditori, vescovi, personaggi dello spettacolo e della cultura, attratti dalla concessione di cavalierati, passaporti diplomatici (rigorosamente falsi) e presunti scambi economico culturali con il Montenegro, mirano a ottenere soggiorni e beni materiali in località di prestigio italiane ed europee”.

Nell’estate del 2018, infatti, il principe aveva avuto accesso in Comune per conferire “l’alta onorificenza di Dama dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio” all’attrice e soprano Lu ye, mentre nelle sue tappe a Montefalco avrebbe ottenuto vari benefici (non pagati, logicamente). In particolare vino da far conoscere nel mondo dei reali d’Europa e incassare ricchi ordinativi. Cosa che non è avvenuta, con conseguente denuncia di truffa. A cui si abbina l’ospitalità (gratuita) offerta da alcuni albergatori locali. E ancora escursioni a cavallo, appuntamenti per parlare di franchising e commercio di prodotti locali, fino alla concessione di attestati in qualità di fornitori ufficiali della Casa reale. Chi paga? Nessuno.

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