Spese e progetti fasulli per intascare il contributo, azienda nel mirino della Corte dei conti

L'azienda avrebbe usufruito di un contributo sotto forma di credito d’imposta, con conseguente contestazione del danno erariale di 206.583 euro

Ci sono imprenditori e aziende che operano correttamente e altre che lo fanno oltre la legge, almeno secondo la Procura contabile umbra.

Il procuratore della Corte dei conti ha, infatti, promosso un giudizio che riguarda “l’indebita percezione di contributi pubblici prevista dal D. L.vo n. 297/99 secondo la c.d. ‘procedura automatica’ in favore di piccole e medie imprese” che nel corso dell’anno hanno “sostenuto costi per progetti e/o commesse di ricerca industriale” e per i quali è prevista la partecipazione a fondi pubblici italiani ed europei.

Secondo gli accertamenti svolti, le aziende avrebbero commesso “numerose irregolarità” per poter beneficiare del contributo “sotto forma di credito d’imposta, con conseguente contestazione del danno erariale di 206.583 euro pari al contributo indebitamente percepito”.

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