Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Spedizione punitiva per lo schiaffo a una ragazza: lo sequestrano e lo pestano a sangue

La vicenda è finita nelle aule di giustizia del tribunale di Perugia: gli imputati dovranno rispondere di lesioni e sequestro di persona

Una rabbia cieca, quella che ha visto protagonisti alcuni familiari, accusati di aver aggredito e sequestrano un giovane, presunto aggressore di una loro parente. La storia è finita in tribunale, questa mattina una nuova udienza con l'ascolto dei teste del pm. Gli imputati-uno di loro è difeso dall'avvocato Elfo Berretti- dovranno rispondere di lesioni e sequestro di persona.

Tutto inizia a Capodanno di qualche anno fa. Un gruppo di giovani, tra cui alcuni  romani arrivati in Umbria per festeggiare l'ultimo dell'anno in discoteca, prendono accordi con una ragazza del posto per la prevendita dei biglietti per la serata. Prima dello scoccare della mezzanotte, si danno appuntamento in un bar per l'acquisto ma qualcosa va storto: quei biglietti sembrerebbero infatti fasulli.

Ne nasce un acceso diverbio, tanto da far partirte-secondo le testimonianze-uno schiaffo involontario alla giovane, accusata però di averlo aggredito. Ma il cugino della ragazza vede tutta la scena e mobilita alcuni membri della famiglia per quella che-secondo l'accusa- sarà una vera e propria spedizione punitiva.

Alcuni familiari della ragazza decidono quindi di inseguire le due auto con a bordo i giovani, che intanto si stavano dirigendo in discoteca. Dopo vari tentativi, avrebbero bloccato una delle auto, aperto gli sportelli e percosso con schiaffi e pugni-come si legge nel capo d'imputazione- i giovani seduti ancora nei sedili, spiegando di voler raggiungere l'altro veicolo occupato dai romani, per trovare colui che aveva aggredito la familiare. Ad un tratto però, si sarebbero accaniti in particolare contro uno di loro, credendolo il fratello dell'"aggressore" che stavano cercando. 

Secondo quanto presentato nella denuncia, sarebbe stato prelevato e sequestrato in macchina degli aggressori, picchiato in testa, anche con l'ausilio di un cacciavite e minacciato, al fine di far fermare l'altra vettura con a bordo il giovane colpevole di aver schiaffeggiato la ragazza, per poi lasciarlo andare, ancora sanguinante, dopo aver capito che non era lui il fratello. 

E' a quel punto che la vittima denuncia tutto alle forze dell'ordine, i presunti aggressori sono stati rinviati a giudizio e per loro si è aperto un procedimento penale. Uno degli imputati ha scelto il patteggiamento. 

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