Sparatoria in Regione, Zampi e la sua "ossessione" per i complotti

Il killer di Margherita Peccati e Daniela Crispolti, mentre sparava inveiva contro il sitema e cospirazioni più o meno chiare, colpevoli della sua rovina

Andrea Zampi, molto probabilmente, aveva deciso la strage e il suo suicidio da mesi. La strage del quarto piano del Broletto dove hanno perso la vita Margherita Peccati di Umbertide e Daniela Crispolti di Todi - funzionaria e collaboratrice - in servizio all'ufficio istruzione e formazione, potrebbe essere stata immaginata sei mesi fa: proprio quando Zampi ha presentato domanda di porto d'armi in Questura per poter tenere con sè una pistola ed essere autorizzato a trasportarla fino al poligono di tiro dove avrebbe avuto intenzione di esercitarsi. Strano dato che sia gli amici che i conoscenti di Zampi hanno parlato di un'unica grande passione: il motocross. Che seguiva regolarmente oltre che praticarlo. Voleva che la sua azienda crescesse ed era ossesionato da un sistema che premiava solo i raccomandati.

Contro gli enti locali, la politica, il sistema regionale, i "comunisti", la massoneria e altro ancora: era convinto di un vero e proprio complotto contro la sua associazione Prontomoda di via Toti a Madonna Alta. E da qui parte la richiesta di porto d'armi e una pistola comprata di recente. Invece da molto prima arriva un altra motivazione che ha portato a premere il grilletto contro due donne che facevano il loro mestiere e che certamente non complottavano contro di lui. Stiamo parlando di problemi psicologici del passato: addirittura di un trattamento sanitario obbligatorio e di un fascicolo dei servizi sociali a suo carico. Un mix micidiale se ci mettiamo anche la crisi economica del Paese. Ma comunque non c'è nessuna attenuante a favore di questo KIller spietato.

Resta un interrogativo: come sia stato possibile che Andrea Zampi abbia ottenuto il porto d'armi dopo i problemini mentali segnalati anche dalle istituzioni locali. La spiegazione potrebbe essere molto più semplice di quanto si pensi: agli uffici ha presentato regolare certificato medico dove si riconoscevano tutte le facolta fisiche e di salute richieste e poi c'è il fatto che i "problemi" erano datati e la normativa non prevede nessuna limitazione in questa condizione. Resta sul campo un'angoscia: speriamo che nessuno ora imiti questo squinternato. E' il grande incubo degli uffici pubblici umbri: da Equitalia ad altri uffici che hanno a che fare con il pubblico e con multe e imprese.  

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