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Martedì, 27 Settembre 2022
Cronaca Marsciano

Marsciano, condannato a 8 anni per avere sparato alla sorella e al fidanzato: pena confermata in appello

La vittima era rimasta ricoverata in gravi condizioni per ferite al collo e al volto. L'imputato ha sempre sostenuto di aver sparato per spaventare la sorella

Otto anni e sei mesi di reclusione per aver tentato di uccidere la sorella e il fidanzato. L’uomo che il 16 gennaio del 2020 ha imbracciato il fucile e sparato alla sorella e al fidanzato di lei a Marsciano, adesso si presenta in Corte d’appello per il processo bis e la pena viene confermata.

L’uomo venne arrestato dai carabinieri per tentato omicidio aggravato e lesioni personali aggravate dopo che nella tarda serata di giovedì 16 gennaio, dopo una lite, aveva aperto il fuoco con un fucile da caccia regolarmente detenuto in casa, ferendo gravemente al volto la sorella di anni 32 e agli arti inferiori il fidanzato di 34 anni.

Secondo la Procura di Spoleto (competente per territorio) la lite era nata per i profondi dissidi familiari che avevano dato luogo ad altri episodi, non della gravità dell’ultimo, per il quale l’imprenditore era stato anche arrestato.

L’accusato ha sempre sostenuto che non era sua intenzione colpire la sorella, ma solo di spaventarla. Secondo sostituto procuratore e giudice, però, il fatto che l’uomo fosse titolare di licenza di tiro sportivo, lo avrebbe messo in grado di colpire con precisione il bersaglio. La difesa ha sempre sostenuto il contrario in quanto l’imputato avrebbe sparato in un cortile non illuminato, di sera, quando la ragazza stava uscendo dallo stabile, in lontananza, quindi senza volontà di uccidere. La donna era rimasta ferita al volto e al collo, ricoverata in gravi condizioni e ripresasi solo nel tempo dalle ferite fisiche.

Nel processo compaiono come difensori dell'imputato l'avvocato Claudio Sforza, mentre la vittima si è affidata all'avvocato Pietro Gigliotti.

"Esprimo soddisfazione per la pronuncia d’appello che ha integralmente confermato la tesi di tentato omicidio commesso in danno del mio assistito e non delle lesioni personali sostenuta dalla difesa dell’imputato - ha detto l'avvocato Gigliotti dopo la sentenza - Attendiamo di leggere le motivazioni consapevoli che, come per l’altro filone relativo al tentato omicidio commesso in danno alla sorella dell’imputato, la difesa ricorrerà in cassazione: una strada tuttavia stretta attesa la doppia pronuncia conforme espressa dai giudici di merito".

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