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Degrado in Piazza Grimana e dintorni: esposto anti-spaccio dei cittadini esasperati

Alla sottoscrizione sono abbinate foto che ritraggono terreno rimosso e siringhe all’interno di portafiori, gocce di sangue, immagini di scambio dosi, lacci e siringhe usate. Un quadro decisamente allarmante

Il servizio di ieri, relativo alla ripresa selvaggia dello spaccio in piazza Grimana e adiacenze, trova riscontro in un esposto indirizzato al sindaco del Comune di Perugia, al Comando della polizia municipale, al Comando provinciale dei carabinieri e alla Questura di Perugia.

L’esposto è accompagnato da una formale richiesta, unita a una dichiarazione di disponibilità, che coinvolge, per così dire, anche il portafoglio. L’oggetto recita: “Spaccio e consumo di droghe  in Via Lupattelli e dintorni”.

Insomma, esistono prove provate (scatti fotografici allegati all’esposto ed elementi testimoniali) che qualificano, inequivocabilmente, questi posti come luoghi di spaccio e consumo, oltre che, addirittura, come abituale dimora di spacciatori.

Questo il testo: “I sottoscritti, residenti nella zona tra via Lupattelli, via Piacevole e via del Senso,  inoltrano formale esposto poiché da qualche tempo assistono impotenti ad un continuo “traffico” di persone dall’inequivocabile aspetto, osservano depositi di immondizie le più varie, sentono trilli di cellulari sempre attivi e, da ultimo, vedono nelle fioriere, nascosti tra le piante, involucri vuoti di dosi e addirittura siringhe”.

“Questa situazione – sottolineano i residenti con rammarico – da qualche anno era stata fortunatamente sanata dall’impegno delle varie forze dell’ordine, e l’attuale peggioramento risulta piuttosto inquietante, poiché il “crescendo”  di segnali pericolosi toglie quella serenità faticosamente riacquistata”.

Da qui la conclusione: “Pertanto si fa formale richiesta di una presenza più assidua  degli addetti alla sicurezza e soprattutto si fa presente la necessità di una telecamera da installare prima del sottarco di via Piacevole, dove ora assistiamo, non solo di notte ma anche di giorno, a “traffici” e bivacchi vari, con conseguenti depositi di immondizia, macchie di sangue e talora escrementi umani”.

Infine, la dichiarazione di disponibilità: “I sottoscritti dichiarano infine di essere  disposti a contribuire alla spesa, pur di continuare a vivere in questa zona da cui è fuggita la maggior parte dei vecchi residenti”. Dunque: borgaroli assediati, come ultimi indiani nella riserva, prima che gli yankees facciano terra bruciata e scaccino la gente perbene da un luogo che amano e in cui hanno deciso di resistere. A riprova del fatto che non si tratta solo di parole, ma esistono precisi riscontri, un poscritto recita: “Si allegano alcune recenti foto che illustrano l’attuale situazione”.

Alla sottoscrizione sono abbinate foto che effigiano terreno rimosso e siringhe all’interno di portafiori, gocce di sangue, immagini di scambio dosi, lacci e siringhe usate. Un quadro decisamente allarmante, che postula la indilazionabile necessità di un intervento puntuale e tempestivo.

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