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Minacce e lite a testate tra spacciatori e clienti per un debito non pagato

Uno patteggia e l'altro finisce sotto processo, picchiato anche un acquirente indietro con i pagamenti

Lo spacciatore all’ingrosso, albanese, prende a testate il pusher al dettaglio, tunisino, perché non ha pagato una fornitura di droga e quest’ultimo, a sua volta, prende a testate il cliente italiano perché indietro con i pagamenti.

Potrebbe sembrare una filastrocca, invece è un processo (con rito abbreviato) che vede come imputato un albanese, difeso dall’avvocato Luca Pietrocola, accusato di spaccio di droga, ceduta “a credito” al tunisino (che ha patteggiato fuori udienza) per una “quantitativo di 200 grammi di marijuana al prezzo complessivo di 900 euro” e di estorsione perché “minacciando in più circostanze” sempre il tunisino, proferiva “nei suoi confronti frasi del tipo ‘con me rischi’ e ‘ti ammazzo se non di ridai quello che mi devi’ se non gli avesse restituito i soldi”.

Il tunisino a sua volta aveva cercato il cliente italiano che gli doveva dei soldi e lo aveva aggredito con una testata per farsi ridare quanto dovuto. Una restituzione che andava avanti a piccole rate. L’albanese, allora, volendo rientrare del credito per intero, prendeva a testate il tunisino, per fargli capire che non scherzava, “ingenerando timore” nell’altro per la propria vita.

Tutta la vicenda è stata scoperta nell’ambito di un’indagine per droga e ha portato i due stranieri in tribunale.

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