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Consegnavano la droga a domicilio su chiamata, sotto processo terzetto di spacciatori

I clienti telefonavano per ordinare tipo di sostanza e quantità, i pusher arrivavano con la merce ordinata sotto casa

Avevano messo in piedi una fiorente attività di consegna di dosi di droga a domicilio. Il cliente chiamava, ordinava la sostanza stupefacente e la quantità, forniva l’indirizzo e aspettava. Quando arrivava l’auto dello spacciatore il cliente pagava e ritirava la merce.

L’attività di spaccio ha portato davanti ai giudici del Tribunale di Perugia un ecuadoregno, un macedone e un albanese, difesi dagli avvocati Giorgia Ricci, Luca Pietrocola e Chiara Camilletti, perché “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed in concorso tra loro, illecitamente detenevano: un involucro contenente un quantitativo pari a grammi 45,646” di hashish, con un “principio attivo pari a grammi 7,642, corrispondenti a 306 dosi singole”; in loro possesso le forze dell’ordine avevano trovato altri “6 frammenti pari a grammi 8,853 di sostanza stupefacente di tipo hashish” con un principio attivo pari a 1,5 grammi per altre 62 dosi medie singole.

Nell’auto gli agenti avevano rinvenuto anche altre 74 dosi di hashish suddivise in dosi e un “involucro di cellophane termosaldato contenente un quantitativo pari a 0,4 grammi” di eroina con un principio attivo corrispondente a quattro dosi singole.

Con loro gli imputati avevano anche un bilancino e tutti gli strumenti per tagliare la droga.

Le forze dell’ordine li avevano individuati su segnalazione dell’auto che il terzetto utilizzava per consegnare la droga e fermando, dopo l’acquisto, i clienti.

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