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Catturati i boss dello spaccio del centro, 20mila euro di droga e una pistola: quattro arresti

Smantellata cellula dello spaccio: il covo a Pierantonio e i clienti a Perugia, tutti spediti in carcere

Terzo principio della dinamica di Newton: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. La polizia di Perugia martella giorno e notte su Fontivegge? Gli spacciatori rispuntano in centro storico. Una situazione che secondo il Questore Francesco Messina va “eradicata”, onde evitare che “la città ripiombi in un passato da cui è uscita a fatica”. Perché "ci sono cittadini che denunciano e cittadini che lucrano sugli affitti agli spacciatori in centro storico". Lo spaccio di droga, insomma, è l’allarme principale per il centro storico di Perugia. E così Squadra Mobile smantella la cellula dello spaccio e arresta quattro nordafricani. Ma il blitz e le manette scattano a Pierantonio. 

VIDEO Perugia, i boss dello spaccio in centro in manette: quattro arresti
 

Eh sì, perché la banda, braccata dai controlli e cacciata da un appartamento del capoluogo (con denuncia del proprietario perugino), aveva deciso di stabilirsi fuori città, per allargare il giro di spaccio e tornare a Perugia solo per le consegne. E imperversavano in tutta la città: Tre Archi, Porta Pesa, Monteluce, Piazza Grimana, Pincetto, Via Pellas, parco Sant’Angelo, Via XIV Settembre, ma anche al cimitero di Monteluce, Via Settevalli, Ponte Rio, Ponte San Giovanni. E anche Resina, Ponte Felcino, Umbertide, Pierantonio. Cinquecento le “cessioni” documentate dalla polizia di Perugia dopo mesi di indagine. Quarta euro a dose di media e il conto è fatto: più di 20mila euro.

Le indagini degli agenti della Mobile hanno consentito al Pubblico Ministero titolare del procedimento di emettere, in tempi brevissimi, un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico dei due spacciatori tunisini di circa quaranta anni,entrambi con una montagna di precedenti e diversi provvedimenti di espulsione sistematicamente ignorati. Per il terzo, l'autista della banda, un marocchino di 30 anni, è scattato l'ordine di custodia cautelare del Gip di Perugia.

Una volta localizzati gli obiettivi, nelle prime ore del mattino, gli agenti della Squadra Mobile, insieme a una unità cinofila specializzata antidroga, hanno fatto irruzione nell’appartamento di Pierantonio, dove hanno trovato i due nordafricani ed un terzo soggetto, loro connazionale e sempre con precedenti, clandestino e noto alla polizia di Perugia.
Oltre ai tre clandestini i poliziotti hanno trovato anche 40 grammi di droga tra eroina e cocaina e 2300 euro in contanti. Grazie al ritrovamento della droga sono scattate le manette anche nella flagranza del reato di detenzione di spaccio di sostanze stupefacenti, sia per i due già sottoposti a fermo sia per il terzo uomo, un tunisino di 48 anni, trovato con una pistola scacciacani senza il tappo e con alcune cartucce caricate a salve. Tutti e tre gli arrestati sono stati spediti nel carcere di Capanne.

Per quanto riguarda l'uomo con la pistola, un tunisino di 48 anni, è stato raggiunto in carcere dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere per le rapine a Perugia e Corciano e arrestato una seconda volta dai carabinieri. 

I chiodi e i numeri di telefono - Numeri di telefono dedicati allo spaccio, nomi in codice e "chiodi". I due spacciatori, spiega la polizia, si facevano chiamare con dei nomi di copertura “Angelo” e “Roberto” e si incontravano con i clienti nei luoghi di spaccio dopo l'accordo al cellulare. Al telefono, il linguaggio era in codice: si faceva riferimento alla tipologia dello stupefacente con la classica “R” per l’eroina e con la “C” per la cocaina, oppure si parlava di “chiodi”, ed alla quantità con i numeri decimali, con chiaro riferimento ai grammi o alle dosi “dammene 1, anzi 2…”.

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