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Spaccate in centro, ad Elce e Corso Cavour, fermato un italiano: "Ero disperato"

Il 39enne però ha detto di non essere l'autore di altre spaccate di cui però resta uno dei maggiori sospettati

Ha 39 anni, disoccupato, italianissimo e disperato. E' questo il profilo dell'uomo, fermato dalle forze dell'ordine, accusato di gran parte delle spaccate a danno di bar, ristoranti, pasticcerie, negozi tra il centro storico e la prima periferia. Ha ammesso, attraverso il suo legale Vincenzo Bochicchio, di aver commesso alcuni dei fatti avvenuti a cavallo tra settembre e fine novembre: due colpi alla Bottega del Tartufo, in una pasticceria di Corso Cavour, al bar di via dei Priori, la Casetta Pizzeria di Elce e al negozio Kiko. Ha utilizzato sia un tombino per sfondare la vetrata che un asta di ferro per forzare le porte. Raid notturni che hanno fruttato a poche centinaio di euro a fronte di molti euro di danni lasciati in eredità ai proprietari dei locali.

L'uomo - interrogato dal Pm Formisano - ha ribadito di non essere un criminale incallito ma è stato spinto dalla totale povertà: non ha lavoro da tempo e non ha una fissa dimora.  In alcuni casi avrebbe agito sotto gli effetti dell'alcol. Il 39enne però ha detto di non essere l'autore di altre spaccate - di cui però resta uno dei maggiori sospettati -: alla pizzeria Mattarelli, ad una Gelateria in Piazza Italia e la Trattoria dei Priori. 

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