Caso Marra, scontro in aula tra difesa e accusa: la guerra è sul pc

Dopo lunghi mesi di pausa, è ripreso oggi, 12 gennaio, il processo sulla morte di Sonia Marra. La studentessa pugliese che secondo la Procura di Perugia sarebbe stata uccisa da Umberto Bindella

E’ ormai scomparsa da nove lunghi anni. Di Sonia Marra non si hanno, infatti, più notizie da quel lontano novembre del 2006, quando si è improvvisamente dissolta nel nulla, lasciando nello sconforto l’intera famiglia. A distanza di anni si cerca ancora di far luce sulla vicenda. Secondo, infatti, il pm Giuseppe Petrazzini a uccidere la studentessa pugliese fu Umberto Bindella, il ragazzo che ebbe una breve storia sentimentale con la giovane.

Oggi, 12 gennaio, si torna in aula, dopo una lunga pausa durata mesi. Ad essere ascoltato il tecnico che ha preso in esame il computer della famiglia Marra e cioè lo stesso che si trovava nell’abitazione pugliese dei genitori, usato in special modo dai figli. Una lunga deposizione, durata ben tre ore, durante la quale la difesa, formata dal tandem Daniela Paccoi e Silvia Egidi, ha mantenuto la propria linea. “In quel computer non si trova nulla che possa far credere che Umberto Bindella abbia ucciso la ragazza”, urlano in aula i difensori dell’ex guardia forestale.  

Dalle analisi effettuate il nome di Umberto Bindella verrebbe, infatti, fuori solo due volte. La prima il 28 luglio del 2006, alle 9:51, quando Sonia Marra calcola il costo del bollo dell’auto dell’imputato. La seconda ricerca riguardante, invece, il giovane è sempre in data 28 luglio, ma questa volta alle 10.09, la scomparsa effettua il calcolo del codice fiscale del neo fidanzato.

Sono, invece, numerose nell’hard disk le foto di parroci e suore che ruotano intorno al Centro Mater Gratiae di Montemorcino, lo stesso dove la ragazza ha alloggiato per molto tempo. Un particolare, questo, che secondo la difesa riporterebbe alla pista clericale, una delle prime battute dagli inquirenti. Sentito l’ultimo teste della difesa, si passerà ora ad ascoltare l’imputato. Sono, però, tante le domande che rimangono senza risposta. Enigmi su una vicenda che non si è mai chiusa e che cela troppi lati oscuri. Dalla scarpetta rossa ritrovata vicino a Montemorcino, fino a quell’auto che sostò la sera della scomparsa davanti l’abitazione di Sonia Marra.

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Una ragazza con alcune difficoltà all’università e forse dal carattere introverso, ma che non si sarebbe mai allontanata spontaneamente proprio per quel legame che la stringeva particolarmente alla famiglia. Per la difesa il colpevole rimane quindi Umberto Bindella che uccise la giovane dopo aver scoperto la gravidanza inattesa. Adesso sarà la Corte a dover decidere dove risieda la verità.  

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