Cronaca

Omicidio Sonia Marra, la Cassazione conferma l'assoluzione per Umberto Bindella

L'uomo era accusato di aver ucciso la studentessa e averne fatto sparire il corpo, ma i giudici non avevano mai ritenuto provata l'accusa

Dieci anni di indagini e processi, ma il delitto di Sonia Marra rimane irrisolto.

Umberto Bindella è stato definitivamente scagionato dalla Cassazione per l’omicidio (presunto) e la scomparsa (reale) della studentessa pugliese.

Umberto Bindella che conosceva la giovane era finito al centro dell’indagine come unico sospettato (in principio le indagini avevano seguito diverse piste, tutte ritenute infondate). Il processo primo grado era iniziato il 7 luglio del 2011 e il 26 ottobre del 2017 Bindella era stato assolto.

Assoluzione impugnata dalla Procura e confermata nel gennaio del 2019 dalla Corte d’appello di Perugia. La Procura generale era ricorsa in Cassazione, ritenendo che le indagini e gli elementi di prova dovessero bastare per una riforma della sentenza. La Cassazione, invece, ha respinto il ricorso e confermato, in maniera definitiva l’assoluzione.

Umberto Bindella non ha ucciso, quindi, Sonia Marra. Una sentenza che non scioglie i dubbi sul destino dell’allora 25enne studentessa di Specchia, scomparsa il 6 novembre del 2006 dal suo appartamento di Perugia.

Per Bindella e il suo pool difensivo, gli avvocati Silvia Egidi e Daniela Paccoi è l’assoluzione definitiva.

Per l’accusa Bindella doveva rispondere del "delitto di cui all'art. 575 c.p., per avere cagionato la morte di Marra Sonia In località sconosciuta, in data 16 novembre 2006; delitto di cui agli artt. 61 n. 2 e 412 c.p., per avere occultato il cadavere di Marra Sonia al fine di ottenere l'impunità del delitto di omicidio ai danni della stessa; delitto di cui agli artt. 61 n. 2 e 5, 624 e 625 c.p., per essersi impossessato al fine di trarne profitto, consistito anche nell'ottenere l'impunità del delitto di omicidio ai danni di Marra Sonia, dei telefoni cellulari dalla stessa detenuti e degli ulteriori documenti e beni in uso detenuti in vita dalla medesima".

Il giovane era già stato interrogato in passato come persona informata sui fatti e ai magistrati aveva spiegato che con Sonia Marra non aveva avuto nessuna relazione sentimentale, ma soltanto "una semplice conoscenza".

Sonia Marra a Perugia frequentava l'Università con l'obiettivo di diventare tecnico di laboratorio biomedico. Viveva da sola in un appartamento della zona dell'Elce, a ridosso del centro. E frequentava anche la scuola di Teologia di Montemorcino, dove avrebbe conosciuto l'impiegato finito sotto inchiesta. Sempre per l’accusa il movente dell’omicidio sarebbe stata la notizia che Sonia fosse incinta. L'uomo non sarebbe stato pronto ad assumersi la responsabilità di una gravidanza e così avrebbe deciso di uccidere la ragazza.

La sentenza della Cassazione e le precedenti assoluzioni, invece, dimostrano che tale ricostruzione non è ritenuta credibile o, quanto meno, non dimostrabile.

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