Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Caso Meredith, la difesa di Sollecito: "Ecco perché non può essere stato lui l'assassino"

La vita dei due giovani è continuata dopo quei 4 anni di carcere. Amanda Knox si trova ormai negli Stati Uniti, dove sta per iniziare una brillante carriera giornalistica. Differente la posizione di Raffaele Sollecito che, se condannato, rischia di tornare nuovamente in carcere

Prima condannati, poi assolti e infine di nuovo condannati dopo l’annullamento in Cassazione della sentenza di assoluzione pronunciata dal collegio della Corte d’Appello di Perugia presieduto dal giudice Pratillo Hellmann. Mancano solo 18 giorni. Il 25 marzo Raffaele Sollecito e Amanda Knox verranno giudicati per l’ultima volta nuovamente in Cassazione, dopo il ricorso presentato dai legali della ex coppia che ha chiesto di annullare nuovamente l’ultima sentenza di condanna. Dopo otto lunghi anni il caso Kercher arriva a un epilogo.

La vita dei due giovani è continuata dopo quei 4 anni di carcere. Amanda Knox si trova ormai negli Stati Uniti, dove sta per iniziare una brillante carriera giornalistica. Differente la posizione di  Raffaele Sollecito che, se condannato, rischia di tornare nuovamente in carcere per scontare la condanna. Ed è proprio lui a pubblicare nella sua bacheca Facebook i motivi aggiunti depositati ieri, 6 marzo, in Cassazione dai suoi avvocati Luca Maori e Giulia Bongiorno. Lo studente pugliese lo fa accompagnando il pdf con una breve e incisivo messaggio: “Dopo un'estenuante dettagliatissimo lavoro da parte dei miei Avvocati e dei miei Familiari, abbiamo depositato ieri i motivi aggiunti del ricorso in Cassazione con udienza che si terrà il 25 marzo 2015. Nei documenti stessi è chiara e limpida la mia completa estraneità a questa triste e tragica vicenda che si protrae da oltre 8 anni. Ho pubblicato tutto sul mio sito con desiderio di condivisione e divulgazione il più possibile ampio”.

IL DOCUMENTO COMPLETO DELLE 306 PAGINE 

Trecentosei pagine che hanno la pretesa di smantellare la tesi accusatoria e di dimostrare l’innocenza di Sollecito. Ed è così che niente viene lasciato al caso. Ogni dettaglio ha un valore ben preciso. Si parte dell’orario dell’incontro tra Meredith e Rudy Guede (l’unico ad essere in carcere) avvenuto intorno alle 21. In base alla testimonianza dell’ivoriano i due si erano dati appuntamento nella villetta di via della Pergola, la stessa villetta dove si è consumato l’omicidio. Ed è proprio Rudy Guede in una chiamata Skype con l’amico Giacomo a dichiarare di avere assistito al delitto, ma di non essere stato lui: “E’ successo verso le nove e venti, le nove e mezzo, così. E allora quando ho sentito a urlare, ma io dico, ha urlato talmente forte… Io quando sono uscito, perché noi eravamo in semibuio, sono uscito, ho visto… a questo qua”.

Rudy parla di un aggressore. Il nome di Raffaele e Amanda non vengono fatti dall’ivoriano nella conversazione Skype. Un punto, questo, fondamentale a detta della difesa. Ci sono poi quegli elementi che, secondo gli avvocati Luca Maori e Giulia Bongiorno, proverebbero che Raffaele al momento del delitto si trovava nella sua abitazione in corso Garibaldi. A testimoniarlo gli accessi al pc.

Ad essere ribaltata anche la testimonianza del clochard Curatolo che, secondo l’ipotesi difensiva, fornirebbe un altro valido alibi ai due imputati, essendo stati avvistati dallo stesso in Piazza Grimana proprio durante l’ora in cui si è consumato il delitto e cioè dalle 21 fino alla mezzanotte. “E’ quindi impossibile – si legge nei motivi aggiunti – che i due si trovassero in due luoghi diversi nello stesso momento”.

C’è poi quell’anomalia e cioè la presenza delle tracce nel luogo del crimine solo di Rudy Guede e non dei due imputati. “Come è possibile che si possa essere proceduto a una pulizia selettiva della cancellazione delle impronte?”, chiede la difesa. Trecentosei pagine dettagliate che tentano di provare l’innocenza di Raffaele Sollecito, ma solo il 25 marzo potremo sapere se lo studente pugliese ha ucciso o no Meredith Kercher, almeno secondo i giudici della Cassazione.

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