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Cronaca

Spariti 100mila euro dalla biglietteria di piazza Partigiani: condannati due ex dipendenti di BusItalia

Il giudice per l'udienza preliminare ha riqualificato il reato da peculato ad appropriazione indebita: un anno e 4 mesi di reclusione e 800 euro di multa

Un anno e 4 mesi di reclusione e 800 euro di multa per essersi appropriati dell’incasso della vendita dei ticket del bus alla biglietteria di piazza Partigiani.

La condanna a carico dei due dipendenti di BusItalia è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare di Perugia Natalia Giubilei. I due erano accusati di aver fatto sparire 113.484 euro tra il 1° ottobre e il 20 novembre 2018.

“È praticamente impossibile che sia stato possibile produrre un ammanco di tale cifra in appena 50 giorni” ha detto l’avvocato difensore Michele Nannarone dopo la condanna per appropriazione indebita, ma con la Procura che contestava il peculato, cioè il furto da parte del dipendente pubblico, annunciando (come prassi) l’immediato ricorso in appello una volta conosciute le motivazioni del gup.

Per la difesa l’ammanco non sarebbe frutto di una ruberia, ma di scarsa gestione, all’epoca, del sistema di rendicontazione e assenza di ordini di servizio che regolassero i tempi dei versamenti degli incassi dalla vendita di biglietti e abbonamenti. All’epoca, nel 2018, la biglietteria non era fornita del sistema automatico di tracciamento e gestione degli incassi.

Dopo questi fatti l’azienda aveva licenziato i due dipendenti, ma anche il superiore che doveva gestire proprio la rendicontazione. Gli imputati sono stati anche condannati a risarcire il danno a BusItalia.

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