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L'assessore alla sanità manda nel caos la Giunta: Barberini non si dimette

Il primo Tweet arriva dal consigliere regionale Raffaele Nevi (Fi): "Si è dimesso Barberini!!! Ora #elezioni!"

Malumori, cambi di rotta e quella nomina che proprio non riesce a digerire. Luca Barberini, dopo una notte di tormenti, ha mandato nel caos la Giunta questa mattina. Se inizialmente la notizia delle dimissioni di Barberini era stata data per certa, sembra comunque che l'assessore alla sanità abbia solo spedito una lettera alla presidente del Consiglio Porzi annunciando la sua assenza questa mattina in consiglio regionale. Una notizia inizialmente appresa come una lettera di dimissioni, dopo le discussioni avute questa notte in Giunta

Causa scatenante dell'improvviso e violento mal di pancia è la nomina di Walter Orlandi, come deciso dalla presidenti Marini, alla direzione della Sanità della Regione al posto di Emilio Duca. Una nomina che l'assessore alla sanità non ha accettato di buon grado.

La notizia era stata confermata questa mattina, se prima infatti si era parlato solo di minacce, sembrava che Luca Barberini avesse preso la irremovibile decisione. A confermarlo anche quel primo Tweet del consigliere regionale Raffaele Nevi (Fi): “Si è dimesso Barberini!!! Ora #elezioni!”. Insomma la situazione sembra essere ormai rientrata.

Aggiornamento - Dopo una mattinata movimentata, fatta di "si dimette" e "non si dimette", pare che la situzione sia tornata alla normalità, almeno in apparenza. L'assessore alla sanità sembrerebbe non avere alcuna intenzione, per il momento, di dimettersi. La smentita è arrivata in questi minuti dal diretto interessato, anche se le maggiori testate on line avevano dato per certe le dimissioni, dopo che la notizia era trapelata all'interno del consiglio regionale a causa di una inaspettata lettera mandata proprio dall'assessore alla sanità alla Porzi in cui annunciava la sua assenza di questa mattina in consiglio regionale. Durante la seduta avrebbe dovuto rispondere al question time. A seguito delle voci c'era stata molta apprensione anche negli uffici della presidenza che si sono subito messi in moto per riportare la situazione alla normalità.

Ad intervenire in merito Enrico Flamini, Segretario Regionale di Rifondazione comunista dell'Umbria: “Le recenti e gravi dichiarazioni del consigliere regionale del Pd Solinas e l'annuncio delle dimissioni dell'assessore regionale Barberini (sebbene ancora non certe) confermano quanto diciamo da tempo: sulle nomine dei direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere si sta consumando una sorta di resa di conti interna al PD umbro. Come se il sistema sanitario regionale fosse ad uso e consumo di un partito. L'elemento più grave della vicenda è però che, attraverso questo tipo di polemiche, si tenta di nascondere l'immobilismo della Presidente e del PD umbro nei confronti dei tagli alla sanità targati Renzi, fatto sul quale evidentemente sono tutti d'accordo. I cittadini umbri, infatti, stanno già toccando con mano le ricadute concrete dell’entrata in vigore del decreto Lorenzin con le oltre 200 voci presenti nell’elenco degli esami clinici che il Sistema sanitario nazionale ha iniziato a coprire solo a certe condizioni. E' iniziato il percorso per la definitiva privatizzazione della sanità. Per l’Umbria, al di là di trionfalismi dell’ultima ora sulle risorse assegnate, si tratta di un ulteriore disastro, visto il forte depotenziamento dei livelli di assistenza causato dai tagli e dall’assenza di ogni programmazione regionale nella ripartizione delle risorse e nell’organizzazione dei servizi. Nessun ragionamento sugli stipendi dei direttori, nessuna proposta concreta per potenziare la medicina di territorio e la prevenzione. A pagare per questa situazione saranno i cittadini e le fasce più deboli della società”.


 

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