Dichiara falsa residenza per il contributo post sisma: incastrato dai tabulati telefonici e dai vicini che non l'hanno mai visto

Nell'indagine della Guardia di finanza anche il controllo dei consumi di energia elettrica e del gas: non ha mai risieduto a Norcia

Condannato per aver percepito il contributo per l’autonoma sistemazione, dopo il sisma del 2016, pur non avendone diritto. Per la Corte dei conti il cittadino, difeso dall’avvocato Vincenzo Brandimarte, dovrà restituire 1.131,52 euro al Comune di Norcia.

Il contributo per l’autonoma sistemazione era riservato ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa fosse stata distrutta, in tutto o in parte, ovvero sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità.

La Procura regionale, sulla base della documentazione fornita dalla Compagnia della Guardia di finanza di Spoleto, ha contestato l’indebita percezione del contributo all’uomo in quanto “proprietario pro quota di alcune unità immobiliari, tra cui appartamenti monolocali e rimesse” a Castelluccio e di diversi terreni a Norcia.

La dichiarazione di residenza nella zona rossa, però, era stata fatta senza tenere conto che la proprietà dell’immobile era della moglie e delle figlie dell’uomo, residenti nel Lazio.

Per la Procura contabile l’uomo avrebbe “deliberatamente attestato il falso” sia sulla residenza sia sulla proprietà dell’immobile. A riprova la presa in carico dell’uomo da parte di un medico di base nel Lazio, la domanda di invalidità civile è stata presentata a Roma e le visite mediche si sono svolte in quella regione. L’esame dei consumi di energia elettrica e del gas ha permesso di accertare che l’uso dell’immobile era saltuario. Gli stessi vicini hanno detto alla Guardia di finanza che l’uomo non risiedeva lì, ma si presentava ogni tanto, soprattutto d’estate.

Dalle analisi dei tabulati telefonici, infine, è emerso che “tali utenze hanno agganciato celle nel Comune di Norcia solo in modo sporadico, a differenza di quelle agganciate nel Comune di Roma che sono state continuative per l’intero anno 2016”.

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Così per l’uomo è scattata l’indagine penale, con richiesta di rinvio a giudizio “per mendaci dichiarazioni con riferimento all’abitazione principale, abituale e continuativa” e per “falsa attestazione riportata nella dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” che “induceva in errore il responsabile dell’ufficio comunale di Norcia”. Adesso è arrivata la condanna contabile.

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