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Ricostruzione e burocrazia: sanata la casetta abusiva che il Comune voleva abbattere

Prima l'ordinanza di demolizione, poi l'avvio della pratica di sanatoria. Anche il Tar dice che è inutile discutere il ricorso

La burocrazia, per una volta, salva la casetta di legno che la burocrazia stessa aveva deciso di demolire.

Quella approdata nell’aula d’udienza del Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria è l’ennesima storia di una casetta di legno tirata su dopo il sisma del 2016 a Norcia e utilizzata come abitazione da chi ha avuto la propria casa resa inagibile dal terremoto. Salvo poi scoprire, dai controlli dell’amministrazione comunale, che quella casetta era abusiva.

Così la proprietaria dell’immobile temporaneo si è rivolta agli avvocati Rosaria Moscatelli e Francesco Vitelli, per fare ricorso contro quell’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Norcia dopo un sopralluogo che ha accertato “la realizzazione di una platea in calcestruzzo avente circa le seguenti dimensioni mt. 12,90 per 9,90 con sopra un manufatto destinato ad uso abitativo; composto da una struttura in legno rivestita da un cappotto termico esterno e copertura a due falde di dimensioni di circa mt. 10,90 per 7,90 circa per un'altezza di 2,90 mt circa in gronda e di 3,98 mt circa sul colmo - e di un locale di dimensioni mt 2,86 per 1,00 per un'altezza di mt. 2,20 circa in gronda destinato a vano tecnico”.

Nel ricorso si fa presente che la casetta di legno “costituisce soluzione abitativa emergenziale costruita, a seguito del sisma del 2016 e della conseguente inagibilità dell’immobile di proprietà, per far fronte in via temporanea ad immediate esigenze abitative”. E che, comunque, è stata avviata la pratica di sanatoria edilizia così come previsto da una delle tante norme per la ricostruzione post sisma.

I giudici amministrativi hanno riconosciuto “la sopravvenuta carenza di interesse” nel discutere la causa in quanto l’intera vicenda, ordinanza di demolizione e ricorso contro tale ordine, vengono superati, in positivo, dall’avvio della pratica di sanatoria. La casetta, quindi, non è più abusiva, non va più demolita, è inutile discutere il ricorso, visto che è stato tutto sanato.

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