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Romizi contro sfruttatori e clan della droga: "Hanno affossato la nostra Perugia"

Il sindaco testimone in aula nell'ambito del processo “White Christimas” per la quale sono alla sbarra un gruppo di albanesi protagonisti di una squallida tratta di essere umani. Il Comune è parte civile

Un danno di immagine reale con forti ripercussioni anche di natura economica per tutta la città. Per questo i nuovi schiavisti e gli spacciatori devono risarcire non solo le vittime ma anche il Comune di Perugia. Lo ha ribadito in un'auladi tribunale il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, chiamato a testimoniare nell'ambito del processo dopo l'indagine dei carabinieri “White Christimas” per la quale sono alla sbarra un gruppo di albanesi che ha violentato, picchiato e costretto alla prostituzione una minorenne romena. Il Comune si è costituito parte civile nell'ambito del progetto "Free Woman" iniziato con l'ex primo cittadino Wladimiro Boccali. 

Alle domande degli avvocati ha così risposto Romizi: “La prostituzione come lo spaccio di droga sono elementi negativi che hanno provocato un danno di immagine ed economico alla città di Perugia. Basti pensare all’effetto di insicurezza che ingenerano nei genitori dei ragazzi che devono scegliere l’università. Percepiscono Perugia come poco sicura e scelgono altri atenei”. 

Il Comune di Perugia, anche con la nuova Giunta, sosterrà economicamente il progetto per aiutare le giovani donne a sfuggire alla tratta di esseri umani.

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