Fermato con 9 grammi di coca, i carabinieri lo collegano a una vecchia rapina: incensurato confessa

Le prove trovate durante la perquisizione della casa da parte dei militari di Città di Castello: l'uomo, un 34enne tifernate, sarà processato con l'accusa di rapina aggravata

Fermato con 9 grammi di cocaina, un34enne incensurato di Città di Castello è stato presto ricollegato a una vecchia rapina dai carabinieri tifernati. I militari in realtà erano sulle sue tracce da tempo, dopo che il 30 ottobre dell'anno scorso un uomo coperto dal cappuccio di una felpa aveva rapinato la sala giochi 'Gold Faraone', minacciando la cassiera con la pistola in pugno e facendosi consegnare gli oltre 6mila euro di incasso per poi dileguarsi senza lasciare tracce.

La tipologia di reato, la determinazione e spregiudicatezza mostrate nella circostanza dal rapinatore, incurante del rischio di poter essere individuato grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza presente nei locali, avevano immediatamente indotto gli inquirenti a percorrere tutte le piste, anche quelle non collegate a persone già note. I pochissimi elementi probatori raccolti nell’immediatezza, avevano costretto gli investigatori ad avviare una lunga e complessa attività di indagine a 360 gradi che, a seguito di una serie di incroci e riscontri, aveva consentito di focalizzare le attenzioni sul 34enne. Ne sono conseguiti ulteriori approfondimenti che nel mese di maggio 2020, nel corso dell’esecuzione di un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati inerenti lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti, avevano consentito di fermarlo in pieno centro storico, trovandolo in possesso di nove grammi di cocaina.

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La conseguente perquisizione domiciliare, condotta per la ricerca di altro stupefacente, ma soprattutto per la ricerca di ulteriori elementi che potessero confermare il collegamento del giovane alla rapina della sala giochi, alla fine ha dato i frutti sperati. I militari dell’Aliquota Operativa del Norm infatti, nel corso delle operazioni, hanno rinvenuto e riconosciuto i capi di abbigliamento utilizzati dal rapinatore, in particolare la felpa con cappuccio dalle caratteristiche inconfondibili. Il 34enne aveva inoltre una pistola marca Glock calibro 9x21, detenuta regolarmente essendo incensurato ma dello stesso modello di quella usata per commettere la rapina. Il quadro indiziario ha consentito quindi alla Procura di Perugia di emettere un avviso di conclusione indagini. A fronte della grave ipotesi di reato contestatagli poi il 34enne, assistito dal legale di fiducia durante l'interrogatorio svolto dai carabinieri di Città di Castello, ha fornito una totale confessione assumendosi la responsabilità della rapina. L’uomo ora aspetta il processo, in cui sarà accusato di rapina aggravata.

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