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Cronaca Assisi

Assisi, tavolini sul marciapiede in via San Francesco, il "no" del Tar: "Rischio per turisti e pedoni"

Respinto il ricorso di un'attività commerciale contro il diniego di concessione di occupazione di suolo pubblico

Chiede l’autorizzazione a mettere i tavolini davanti al locale, ma la strada p troppo stretta e il Comune di Assisi nega l’autorizzazione: troppi rischi per i pedoni.

L’attività di ristorazione, difesa dagli avvocati Laura Mariani Marini e Puka Izaura, ha citato davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria il Comune di Assisi, difeso dall’avvocato Barbara Bracarda, chiedendo l’annullamento della nota dirigenziale con la quale veniva rigettata l’istanza di concessione di suolo pubblico per l’installazione di arredi urbani sullo spazio pubblico antistante il proprio esercizio di ristorazione.

Secondo il Comune con tavolini e sedie avrebbero creato un “collo di bottiglia”, facendo venire meno “le condizioni di sicurezza per i pedoni che transitano quotidianamente sul quel tratto di strada, i quali, a fronte al restringimento dovuto all’installazione degli arredi urbani, sarebbero costretti a portarsi in mezzo alla strada, con conseguente pericolo per la loro incolumità ed intralcio per il traffico automobilistico”.

L’attività contesta, in riferimento alla “occupazione della carreggiata”, la errata applicazione dell’articolo 20 del codice della strada che, per la strada in questione, non richiederebbe la predisposizione di “un percorso alternativo”, ma soltanto di escludere l’intralcio al traffico.

Secondo i giudici amministrativi il ricorso è infondato e va respinto in quanto in materia di concessione di suolo pubblico, sussiste “la natura ampiamente discrezionale dei provvedimenti” da parte degli enti pubblici, in forza dei quali alcuni “beni pubblici vengono destinati ad un uso particolare in favore esclusivo del concessionario ed in tal modo sottratti alla fruizione ed all’uso da parte di tutta la collettività”.

Nello specifico, scrivono i giudici, “la via San Francesco, sulla quale la società ... ha richiesto l’occupazione, è notoriamente una delle zone maggiormente sensibili per il profilo anzidetto, nell’ambito del già sensibile centro storico, trattandosi di direttrice principale, del considerevole traffico pedonale turistico che collega la Basilica di San Francesco alla Piazza del Comune ed ai restanti, numerosi beni culturali d’interesse turistico del centro storico di Assisi”.

Nella via in questione, quindi, sono stati concessi “alcuni spazi già altrimenti esclusi dalla circolazione, ovvero originariamente destinati alla sosta dei veicoli”, ma “tale soluzione risulta impraticabile in quanto contrastante con gli specifici interessi culturali evidenziati con parere negativo reso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria”, in quanto l’area interessata alla richiesta si trova di fronte “alla pregevole fontana del Monte Frumentario” e ne compromettere visibilità e decoro.

Secondo la Polizia locale, inoltre, non si può occupare il marciapiede perché renderebbe pericoloso il transito dei pedoni e dei tanti turisti che si recano in basilica e lo spazio lasciato libero “non è sufficiente a garantire le condizioni di sicurezza per i pedoni e per i gruppi di turisti che impegnano quotidianamente il tratto di strada”. Anche i clienti seduti al tavolo correrebbero dei rischi a causa della circolazione dei veicoli.

Ne consegue il rigetto del ricorso e la condanna al pagamento delle spese processuali in favore del Comune di Assisi.

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