Si finge agente segreto per conquistarla e poi la perseguita quando la storia finisce

Telefonate, minacce, inseguimenti, il giudice dispone il divieto di avvicinamento alla residenza e al luogo di lavoro della donna per un uomo di 64 anni accusato di stalking

Maltrattava la compagna infliggendole “sofferenze psicologiche” e costringendola ad un “sistema di vita di relazione doloroso ed avvilente”. Per questo motivo un uomo di 64 anni è stato raggiunto dal provvedimento di divieto di avvicinamento alla ex compagna dopo una serie di denunce fatte dalla donna.

Secondo quanto denunciato dalla donna, l’ex compagno l’avrebbe costretta, dopo la cessazione delle convivenza, “a causa del timore per la propria incolumità ad alterare le proprie abitudini di vita”.

In particolare la donna ha denunciato condotte da parte dell’uomo, difeso dall’avvocato Andrea Bellachioma, consistite nell’umiliarla “costantemente, denigrandone le capacità e la personalità”, chiamandola “cretina, stupida” dicendole che “non hai la testa, non hai imparato niente di quello che ti volevo insegnare, stupida, cretina, balena, goffa, quando ti ho incontrato eri penosa”.

L’uomo avrebbe anche imposto alla donna un certo abbigliamento, chiedendo “ogniqualvolta la stessa usciva dal bagno, se si fosse lavata le mani e avesse provveduto alla propria igiene intima”.

Per controllare meglio la donna, inoltre, l’avrebbe accompagnata sul luogo di lavoro e atteso all’esterno fino al termine del turno per riaccompagnarla a casa.

L’uomo avrebbe anche utilizzato il denaro che la donna guadagnava per le sue spese, ricattandola di lasciarla “qualora avesse mancato di provvedere economicamente ai suoi bisogni”. Il controllo patrimoniale arrivava fino alla verifica online del conto e nell’accompagnare la donna ogni volta volesse prelevare del denaro al bancomat.

Al momento della conoscenza l’uomo si era presentato come un ufficiale dei Carabinieri (falsamente) con un ruolo nei servizi segreti “per assicurarsi maggior rispetto”. Proprio in questo ruolo avrebbe chiesto alla donna di sottoscrivere il finanziamento di un’auto che doveva usare per “portare a compimento le missioni”.

La donna aveva provato a lasciarlo, ma l’uomo aveva minacciato di uccidersi se non riprendeva la relazione interrotta. Vincolo sentimentale che era stato ripreso dalla donna proprio dopo tali affermazioni e dopo che l’uomo era stato sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio. Un’altra volta, a seguito di un litigio in casa, l’uomo avrebbe detto alla ex di aspettarlo lì mentre lui andava in garage. Dove a suo dire, in altre occasioni, conservava una pistola.

Dopo la fine della relazione si erano verificati diversi episodio di molestie. Una volta si erano incontrati in un parcheggio e l’uomo aveva iniziato a prendere a pugni la vettura, urlando “bestia, sei una bestia, ti ammazzo”. In altra occasione l’uomo aveva cercato di investire la donna con lo scooter e poi l’aveva seguita mentre faceva spesa al supermercato.

Nel tentativo di parlare con la ex, inoltre, l’uomo le avrebbe indirizzato 50 telefonate in una giornata oppure attaccandosi al citofono dell’abitazione indirizzandole insulti e minacce. Innumerevoli, infine, gli sms inviati alla donna. In uno, in particolare, l’uomo faceva sapere alla donna che “in questo periodo la Turchia è bellissima”, con riferimento alle confidenze fatte in precedenza “di essersi recato più volte in Turchia per perpetrarvi, in qualità di agente segreto, torture e omicidi”.

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L’uomo deve tenersi ad almeno 200 metri dall’abitazione e dal luogo di lavoro delle donna e astenersi dal provare a contattarla in qualsiasi modo. Oggi doveva sottoporsi ad interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, ma non si è presentato in quanto ricoverato in ospedale. Il gip ha rimesso gli atti al pubblico ministero.

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