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Cronaca

Sfruttano disabile per accattonaggio e lo abbandonano: 2 denunce

Due cittadini rumeni sono indagati dall'Anticrimine per aver accompagnato dalla Romania un disabile, per sfruttarlo e poi abbandonarlo in ospedale. Gara di solidarietà per il rimpatrio

La storia di sfruttamento che vi raccontiamo parte da una segnalazione nell’agosto scorso dagli agenti del Posto Fisso dell'ospedale, di una "presenza molesta" di un disabile su una sedia a rotelle, tra le corsie del Santa Maria della Misericordia. Il giovane, classe '88, è affetto da gravi mutilazioni agli arti e da qualche giorno infastidiva con atteggiamenti molesti ed aggressivi chi incontrava, rifiutandosi di lasciare volontariamente i locali del nosocomio pretendendo di dimorarvi.

Gli agenti notavano che lo straniero, pur se aggressivo, versava  in evidente stato di abbandono e necessitava, anche a causa delle frequenti crisi compulsive, di cure specifiche ed assistenza. Assicurato un programma specifico di assistenza sanitaria per il disabile, che veniva temporaneamente ricoverato in una struttura specializzata, la polizia avviava gli accertamenti di polizia giudiziaria.

Così, la Divisione Anticrimine ha denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia, in stato di irreperibilità ed in concorso tra di loro, due cittadini rumeni C. N., del ‘86 e la convivente G. L., del ’90, per i reati puniti e previsti dagli artt. 591 e 600 C.P. (abbandono di persona incapace e riduzione in schiavitù).

Dai primi riscontri dei poliziotti è emerso che nel mese di luglio più volte i cittadini avevano segnalato la presenza in strada in stato di abbandono del giovane Rumeno, intuendo che il soggiorno a Perugia dello straniero non fosse casuale, gli investigatori della Divisione Anticrimine decidevano di sviluppare sulla vicenda una specifica attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia.

Acquisendo numerose testimonianze ed effettuando riscontri incrociati sui dati disponibili, grazie anche al contributo di Ufficiali della Polizia Rumena, dopo circa due mesi venivano acquisiti elementi sufficienti per ricostruire i fatti. I due indagati, da qualche anno domiciliati a Perugia in zona Stazione e già noti agli inquirenti per reati contro la persona e il patrimonio, a scopo di lucro, nel giugno scorso hanno condotto dalla Romania a Perugia il giovane disabile rumeno, D. G., del ’88.

I due conviventi, dopo averlo ospitato nella propria abitazione e dopo averlo indotto in stato di soggezione continua, approfittando delle sue evidenti condizioni di infermità fisica, definite "particolarmente raccapriccianti" dalla questura perugina, lo hanno condotto in vari luoghi affollati della città per l’accattonaggio in strada.

Una volta esaurito il "suo compito",  nell’agosto scorso, non avendo più interesse a sfruttare lo straniero, i due furfanti chiamavano il 118 affinché fosse ricoverato in ospedale disinteressandosene completamente. Dopo il danno, anche la beffa, perchè da quando sono state attivate le indagini della Divisione Anticrimine, i due rumeni si sono resi irreperibili.

Nel frattempo si sono attivati vari enti ed organismi per prestare assistenza al giovane rumeno che al termine degli accertamenti sanitari urgenti, veniva trasferito presso  una struttura sanitaria di Città della Pieve, dove è stato assistito in attesa del trasferimento in madrepatria.

La sua triste vicenda, comunque, ha dato il via ad una vera e propria gara di solidarietà, da quando la storia è stata riferita alle Autorità Rumene che hanno favorito il suo rientro in patria con il contributo dei rappresentanti della Comunità Rumena di Perugia, dei Servizi Sociali del  Comune di Perugia, degli psicologi della A.S.L. di Perugia, nonché dalla Caritas Diocesana.

Infine, mercoledì scorso è stato dimesso dalla struttura sanitaria ed accompagnato, in aereo, in Romania, a Bacau ove lo hanno atteso, per prestargli assistenza,  i rappresentanti del Comune, i servizi sociali e la Polizia Rumena.


 

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