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Cronaca

Lite davanti al Tar per la "serra solare" al decimo piano di un palazzo: i giudici affidano una perizia

Il progetto del privato per il risparmio energetico è stato respinto dal Comune: si tratta di un porticato

“La serra solare è un ritrovato per risparmiare energia e inquinare meno”, “Certo signora, ma a 30 metri di altezza e svettante sul profilo del palazzo non si può”. Il Tribunale amministrativo dell’Umbria ha nominato il direttore del Dipartimento di ingegneria civile edile e ambientale della Facoltà di ingegneria della Sapienza di Roma per stabilire l’idoneità di un progetto come quello presentato.

Il ricorso al Tar è stato presentato dalla proprietaria, difesa dagli avvocati Mario Rampini e Marta Polenzani, “dell’immobile sito al decimo e ultimo piano di uno dei palazzi facenti parte del complesso immobiliare ..., sito in Perugia ..., nonché del sovrastante lastrico solare ad uso esclusivo, collegato al sottostante appartamento mediante vano scale emergente dall’estradosso di copertura, ha agito per l’annullamento del provvedimento del Comune di Perugia n. ... di diniego di rilascio di permesso di costruire per la realizzazione, sul lastrico solare, di una “serra solare” con funzione di risparmio energetico”. Il Comune si è costituito in giudizio con gli avvocati Luca Zetti, Rossana Martinelli e Sara Mosconi.

Il Comune ha opposto il diniego alla costruzione “in quanto la serra non è posta in adiacenza ad un fronte a cui trasferire il calore di captazione solare. La ratio della norma prevede che la serra direttamente scaldata trasferisca il calore all’unità immobiliare, ma, nell’intervento considerato, ciò, anche per motivi di natura strutturale, non avviene”. La proprietaria contesta il “travisamento dei fatti”, sostenendo che la legge regionale prevede solo che “verande e serre solari non riscaldate disposte preferibilmente nei fronti da sud-est a sud-ovest, con funzione di captazione solare, che abbiano la superficie esterna, riferita a pareti, vetrata per almeno il settanta per cento”.

Motivi aggiunti del ricorso riguardano anche il rigetto della Sciaa che riguardava anche un pergolato e una scala.

I giudici del Tar hanno deciso di affidare una perizia a persona dotata “delle necessarie competenze, previo sopralluogo ove ritenuto necessario e presa visione degli atti del giudizio”, rinviando per il prosieguo della trattazione l’udienza pubblica del 5 marzo 2024, ricordando che “ la giurisprudenza amministrativa ha, altresì, evidenziato che, con riferimento alla «realizzazione di una serra solare, è necessario prendere in esame quelle che ne sono le caratteristiche costruttive. In tal senso, una serra bioclimatica altro non è se non un porticato abitabile chiuso con vetrate … L’opera di chiusura di uno spazio con vetri, tuttavia, può considerarsi alla stregua di una serra solare, come tale distinta dalla veranda, soltanto qualora essa sia in grado di assolvere alla funzione di introitare la radiazione solare e di coadiuvare il riscaldamento dell’immobile cui accede, garantendo una riduzione del consumo energetico”.

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