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Compra una super-villa facendo affari con la malavita romana: confiscata

Ad essere incastrato, nell'operazione denominata Floris e diretta dalla polizia di Stato di Perugia e Guardia di finanza, F.I., nato a Montefalco ma residente ormai da tempo a Trevi

Una "carriera" criminale lunga, fatta di 66 condanne, e che durava ormai da 46 anni. Carriera che si è conclusa con la confisca della sua villa a Trevi del valore di 700mila euro. Ad essere incastrato nell'operazione denominata Floris e diretta dalla polizia di Stato di Perugia e Guardia di finanza, F.I., nato a Montefalco ma residente ormai da tempo a Trevi.

L'uomo, ormai noto da tempo alle forze dell'ordine, ha frequentato per lungo tempo gli ambienti della malavita romana, arrivando cosi molto vicino alla banda della Magliana e al clan dei Marsiglesi. La villa sarebbe frutto di denaro sporco proveniente da giri d'affari illeciti. 

AGGIORNAMENTO ore 13.20

Non trovando lavoro era partito alla volta di Roma, ma è proprio tra i quartieri più malfamati che era iniziata la sua carriere di malavitoso. Fuori e dentro dal carcere aveva conosciuto personaggi come “Renatino” De Pedis, Enrico Nicoletti ed il faccendiere Flavio Carboni, noti ormai alla cronaca. Una vita che si era svolta tra Civitavecchia, Rieti, Latina, Perugia, Spoleto, Terni e quasi tutto il centro Italia, divenendo così un ottimo aggancio anche per i grandi clan.

Lui quei proventi illeciti aveva però deciso di investirli, comprando una villa con tanto di ditta edile, proprio a Trevi, e per non incorrere in controlli, l’aveva messa a nome della figlia di nove anni. Un lavoro lungo quello effettuato dal Gico che ha setacciato i conti bancari dell’intera famiglia, riuscendo infine a incastrarlo.

F.I. era stato più volte arrestato e accusato anche di reati gravi come sequestro di persona a scopo di estorsione, caso che si era poi concluso con un vero e proprio omicidio. Gli immobili sono stati adesso assegnati all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata che ne provvederà il riutilizzo sociale attraverso l’assegnazione alle forze dell’ordine.

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