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"Nessun cimitero di materiali ferrosi, ma solo un cumulo troppo alto. Subito intervenuti per la sicurezza"

Sequestro di un deposito di ferro ad Avigliano Umbro, le precisazioni del legale della società: "Tutto davanti al giudice nei prossimi giorni"

In merito alla notizia del sequestro di un deposito di materiale ferroso, riceviamo e pubblichiamo alcune precisazioni da parte dell’avvocato Luca Passoni, difensore della legale rappresentante dell’azienda.

Il legale precisa che si è “erroneamente parlato di cimitero di rottami o di attività illecita di gestione rifiuti comunque rappresentando circostanze non del tutto inerenti la realtà dell’accaduto”.

In merito alle contestazioni della Guardia di finanza, che ha operato il sequestro, le stesse sono “risalenti ad un anno fa e si evidenza, innanzitutto, che trattasi di società regolarmente autorizzata allo svolgimento delle attività di raccolta, classificazione, trattamento e commercio rottami ferrosi da parte del Comune di Avigliano Umbro, della Provincia di Terni e della Regione Umbria, ciascuno per le rispettive competenze, rappresentando importante realtà del settore, peraltro a rilevanza interregionale”.

L’avvocato Passoni precisa che “le contestazioni mosse, riguardano rifiuti non pericolosi il cui stoccaggio temporaneo e la movimentazione è regolarmente autorizzata, nelle aree di riferimento, risultando proprio il core business della società che opera con successo dagli anni ‘80”.

Sempre nella missiva si specifica che “ciò che viene contestato dalla Guardia di finanza nel sito dove viene svolta l’attività, era solo un’altezza ritenuta troppo elevata dei cumuli di rottami stoccati che avrebbe potuto rappresentare pericolo per l’incolumità dei lavoratori in caso di caduta accidentale dei medesimi”.

Mentre “tutte le autorizzazioni aziendali, parimenti vagliate dal personale della Gdf intervenuto, sono state considerate idonee e del tutto regolari per l’esercizio dell’attività”. Quanto è stato contestato “su area limitrofa al sito, nulla ha a che fare con l’impianto di gestione, trattamento e recupero rifiuti della società”.

Per mettere in sicurezza l’area è stato chiesto al gip del Tribunale di Terni di potervi accedere e svolgere le operazioni necessarie. Quanto al sequestro l’intera vicenda “sarà vagliata nei prossimi giorni dal Tribunale di Terni in funzione di giudice del Riesame delle misure cautelari”.

“La società sta comunque adempiendo – scrive il legale – anche con l’ausilio di tecnici specializzati alle prescrizioni impartite dall’Arpa senza alcun pregiudizio per l’attività, in regolare e consueto svolgimento, secondo tutte le vigenti normative del settore”.

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