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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca

Sequestrato e picchiato perché si rifiuta di acquistare i biglietti falsi per la discoteca: 4 sotto processo

Caccia all'uomo nella notte di tra San Silvestro e primo dell'anno lungo le strade di Ospedalicchio e Bastia Umbra, ma dopo 11 anni sul processo incombe la prescrizione

Sequestrato la notte dell’ultimo dell’anno per una storia di biglietti falsi per entrare in discoteca. Da oltre dieci anni il procedimento si trascina nelle aule di tribunale (uno degli imputati è deceduto nel frattempo) e con una derubricazione del reato, da sequestro a tentato, potrebbe anche essere intervenuta la prescrizione.

Gli imputati, difesi dagli avvocati Delfo Berretti, Francesco Falcinelli, Gianni Dionigi e Gianfranco Giubilei, sono accusati di sequestro di un giovane, avvenuto la notte tra San Silvestro e Capodanno nella zona di Perugia.

Secondo la ricostruzione accusatoria alle 2 circa di notte del 1° gennaio 2011 una ragazza chiamava il 113, denunciando il sequestro di un amico, un 17enne romano.

Le immediate indagini portavano al ritrovamento del ragazzo sequestrato e al fermo di cinque persone, residenti nell’Assisano.

La vittima raccontava di aver avuto una violenta discussione con gli imputati poche ore prima a Ospedalicchio. Dopo la quale era stato caricato a forza su un’autovettura e portato via contro la sua volontà. Veniva poi rilasciato alle 2.35 di notte e raggiungeva la casa di amici a Bastia Umbra, con una vistosa ferita alla testa che necessitava delle cure dei medici all’ospedale di Perugia.

La lite sarebbe nata dopo che una ragazza, legata da vincoli di parentela con gli imputati, aveva venduto al giovane e ai suoi amici dei biglietti di ingresso falsi per la discoteca Red Zone (che nel frattempo ha chiuso) a 20 euro.

Gli amici della vittima, però, si accorgevano che i biglietti erano falsi e si rifiutavano di pagare e se ne andavano.

Secondo gli investigatori gli imputati fermavano le macchine del gruppo di amici, li picchiavano e sequestravano il giovane, chiedendo il pagamento di denaro per lasciarlo andare, oltre che farsi accompagnare nel luogo dove gli amici erano scappati per “punirli”.

Dopo tanti anni il processo si avvia alla conclusione, che potrebbe essere quella della dichiarazione di intervenuta prescrizione.

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