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Sequestrate opere d'arte dall'immenso valore: nei guai proprietario e un antiquario

Le opere furono rubate nel lontano 1983 ad una associazione romana. Dalle indagini condotte spuntano due indagati per ricettazione

Tre opere dal grande valore artistico, che nel lontano 1983 furono rubate ad una associazione romana all'epoca chiamata Ergoniana di Sapientia a Roma. Ad essere indagati per ricettazione, sono due umbri; il primo è il proprietario delle opere, il secondo è l'antiquario che le avrebbe acquistate da lui. L'avvocato di fiducia Michele Capocchi  fa sapere che il proprietario avrebbe ereditato le opere, non sapendo quindi nulla circa la loro provenienza illecita. Al momento del furto delle opere, l'indagato avrebbe avuto circa 15 anni, si ritiene quindi estraneo ai fatti. 

Tutto è partito dalle indagini dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia,  Le perquisizioni sono state effettuate, oltre che nell'esercizio commerciale dell'antiquario, anche a casa del proprietario ma-come riferito dal legale- non sono state rinvenute opere di indubbia appartenenza. 

 I tre quadri ritrovati dai carabinieri sono un “dipinto olio su tela – marina con Vesuvio – fine ‘800” di Giuseppe Leazza e due opere fiamminghe, “One man with a pipe” di William Hogarth e “Scena pastorale” di Nicolaes Berghem. Il valore complessivo delle opere, spiegano i militari, “non può essere quantificato”.

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