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L'eroe qualunque, Galileo è tornato a casa dopo 68 anni: fu vittima dei lager nazisti

Il carabiniere di Mantignana morì nei campi di lavoro dopo essere stato deportato dall'Italia cai campi di lavoro dei nazisti. Era stato dato per disperso ma dagli archivi il suo nome con tanto luogo di sepoltura è saltato fuori ed è stato possibile far tornare i resti a Corciano

Galileo Bacelli è tornato a casa con tanto di onori dei Carabinieri e in mezzo alla sua famiglia, alla sua terra. Un ritorno dopo 68 anni. Galileo da Matignana di Corciano è morto di stenti e lavoro nei campi di lavoro di a Lintorf l'8 maggio del 1945 dopo essere stato catturato pochi giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943. Le sue spoglie furono allora sepolte nel cimitero del campo. Nell'immediato dopoguerra, a causa delle enormi difficoltà di comunicazione e di ricerca, Galileo fu dato per disperso. Ma grazie al lavoro dell'Associazione Famiglie Caduti e dispersi in Guerra che si venne a sapere quando era morto e dove era stato seppellito.

Nel pomeriggio di oggi - 28 settembre - sono finalmente giunte alla chiesa parrocchiale di Mantignana le spoglie del Carabiniere al quale finalmente è stata data una degna sepoltura. "Nel ruolino di Galileo - e' detto nella nota - non vengono riportate gesta eroiche contro il nemico, non c'e' la battaglia, non c'e' la gloria. C'e' semplicemente il sacro dovere da compiere quotidianamente eseguendo al meglio gli ordini che gli vengono impartiti, orgoglioso nella sua uniforme di carabiniere". 

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