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Un'isola dell'Est Europa nel cuore di Perugia: la scuola di cultura ucraina

Il sacerdote Vasyl Hushuvatyy si è speso convintamente per questa realizzazione che si propone di tutelare l’identità storica, linguistica e antropologica dei bambini di famiglie ucraine attive nella nostra regione

Da pochi giorni (sabato 30 settembre) è iniziato il cammino di catechesi e la scuola di lingua, storia e cultura ucraina presso lo Shalom (Parrocchia di Santo Spirito, in via Quieta 141). Al fine di evitare sovrapposizioni con le scuole “regolari”, le lezioni si tengono regolarmente ogni sabato, dalle ore 16:00 in poi. Il sacerdote Vasyl Hushuvatyy si è speso convintamente per questa realizzazione che si propone di tutelare l’identità storica, linguistica e antropologica dei bambini di famiglie ucraine attive nella nostra regione.

Naturalmente, al centro dell’attività formativa c’è l’aspetto religioso e la relativa catechesi. Ma non solo. Insomma – schivando toni razziali e campanilistici – si vuole evitare che il melting pot delle culture possa annebbiare, se non cancellare, i connotati culturali originari.

Oltretutto, non è mancato qualche dissenso all’interno della comunità. Difatti c’era chi sosteneva che si dovesse parlare di “cultura e identità russo-ucraina”. Da qui una levata di scudi che ha spaccato decisamente l’unanimità d’intenti. “Ma quale Russia?” – hanno risposto in coro. “Noi ucraini abbiamo connotati culturali, linguistici e antropologici che esprimono l’orgoglio di essere unici e  inconfondibili. A questo dobbiamo attenerci. Questa è l’identità da preservare!”.

In qualche modo è uscito fuori lo strisciante contrasto politico coi filorussi e russofoni che vengono visti come una longa manus – anche fuori dal Paese – delle mire espansioniste russe. Dunque: rigidamente ucraini, da tutti i punti di vista. Su questo non ci sono dubbi. Importante è che la comunità ecclesiastica cattolica e la civitas perusina abbiano accolto l’esigenza di queste persone che si mettono a disposizione. Non solo per il ruolo  di badanti e addetti ai servizi casalinghi, ma anche fornendo artigiani e professionisti che si stanno ritagliando uno spazio apprezzabile nella comunità in cui desiderano inserirsi. Senza però rinunciare alle proprie specificità.

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