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Scuole chiuse, il Tribunale amministrativo riapre solo i servizi per l'infanzia

Ordinanza sospesa solo per i bambini da 0 a 6 anni. Per i giudici il diritto alla salute pubblica è superiore a quello all'istruzione in presenza

Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, con un’ordinanza notificata oggi, ha accolto il ricorso dei genitori contro l’ordinanza della Regione dell'Umbria che dispone la sospensione delle lezioni in presenza e dispone la prosecuzione in didattica a distanza, nella parte che riguarda “i servizi socio educativi per la prima infanzia fino a 36 mesi pubblici e privati e i servizi educativi delle scuole dell'infanzia, statali e paritarie”.

Secondo il giudici amministrativi “il danno paventato dai medesimi si presenta di duplice natura, risiedendo sia nella preclusione a carico dei discenti della essenziale formazione scolastica (con i relativi disturbi e danni formativi denunziati) sia nelle possibili ripercussioni sul rapporto di lavoro dei genitori, che sostengono come il regime derivante dalla collocazione della regione in zona arancione precluda la fruizione del congedo per motivi familiari”. I genitori sono assistiti dagli avvocati Alessandra Bircolotti ed Ermes Farinazzo.

A fronte della situazione epidemiologica, però, “tale scelta, comporta la conferma dell’orientamento (già affermato da questo TAR) per cui, nel bilanciamento tra l’interesse alla salute pubblica e quello ad una formazione scolastica (che comunque può essere svolta temporaneamente a distanza), la prevalenza del primo”.

Il ricorso, quindi, non viene accolto, se non nella parte che riguarda una singola ricorrente, in rappresentanza del figlio minore, sospendendo “nei confronti della ricorrente ..., l’ordinanza impugnata nella parte in cui ha disposto la sospensione dei servizi socio-educativi per l’infanzia” in quanto anche nel Dpcm che disciplina le zone rosse, questi servizi sono aperti e funzionanti.

Gli avvocati Alessandra Bircolotti ed Ermes Farinazzo hanno inviato una diffida alla Regione nel "proseguire con la chiusura delle scuole di tali ordini e gradi", cioè i servizi dell'infanzia riaperti con l'ordinanza del Tar e "pertanto, in conformità alla suddetta misura cautelare, gli asili nido e le scuole dell’infanzia andranno riaperte a partire da lunedì 15 febbraio. In difetto di ciò, ogni genitore dei bambini iscritti alle suddette scuole avrà diritto a chiedere il risarcimento del danno nei confronti della Regione dell’Umbria per il mancato rispetto del provvedimento del giudice".

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