Cronaca

Le affidano la supplenza, ma scoprono che le manca un titolo specifico e la licenziano

I giudici amministrativi: "Deve finire l'anno, è l'ultima in graduatoria e nessuno può sostituirla"

È in ultima posizione nella graduatoria per insegnare musica a scuola. Eppure c’è ancora una supplenza annuale da coprire e, così, la docente precaria viene chiamata ad insegnare.

Dopo mesi di avvio delle lezioni, però, la burocrazia si accorge che non avrebbe un titolo specifico per insegnare musica in quel liceo: non ha mai insegnato prima in un liceo musicale, ma solo le canoniche ore di educazione musicale. E allora, implacabile, la burocrazia ristabilisce l’ordine: contratto di supplenza annullato e cancellazione della docente dalla specifica classe di concorso, in seconda fascia.

La docente non ci sta e si rivolge al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, assistita dall’avvocato Fabio Amici, contestando la decisione di scuola e Ufficio scolastico regionale.

I giudici amministrativi prima di analizzare la legittimità del provvedimento di esclusione dalla graduatoria e dell’annullamento del contratto, hanno emesso un’ordinanza con la quale si congela il caso (e la validità degli atti), in quanto sussiste “un danno grave ed irreparabile derivate dalla contestata esclusione dalla suindicata classe di concorso e dalla conseguente cessazione dal contratto di docente, costituente unica fonte di sostentamento della ricorrente”.

Sospendendo la validità degli atti si salvaguarda “l’interesse pubblico sotteso all’ottimale prosecuzione dell’anno scolastico in corso” per gli studenti, ma anche per eventuali aspiranti precari, visto che la docente in questione è l’ultima della graduatoria e non ci sono altri supplenti da chiamare. Considerando anche che la docenza è l’unica fonte di sostentamento della professoressa.

Se ne riparla, quindi, il 28 settembre 2021, quando sarà iniziato il nuovo anno scolastico.

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