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Scuola, "Dopo oltre quarant'anni manca ancora una palestra per i giovani studenti"

Gli studenti della media Leonardo da Vinci, ad Elce, frequentano forse l’unica scuola cittadina che non dispone di una palestra. Intanto continuano le lamentele

Anno scolastico nuovo, problemi vecchi. Anzi: decrepiti. Poveretti, gli studenti della media Leonardo da Vinci, all’Elce. Frequentano forse l’unica scuola cittadina che non dispone di una palestra. Quando, oltre 40 anni fa, la scuola fu costruita, era un esempio di modernità, quanto a strutture e servizi.

Mancava solo la palestra, che si sarebbe dovuta costruire sul lato sud, l’anno dopo. Intanto la scuola, invecchiata, è stata completamente adeguata negli impianti, in chiave di efficienza energetica e sicurezza, rifatto il tetto, costruito l’ascensore, consolidate le parti cedevoli, messe le scale d’emergenza. Ma quello che nessuna amministrazione ha voluto o saputo fare è, per l’appunto, la palestra.

Ma come hanno fatto educazione fisica, i ragazzi, in tutto questo tempo? Si sono arrangiati. Come? Per molti anni hanno fruito della vicina palestra appartenente all’Associazione sportivo-culturale Elce, con sede nel complesso parrocchiale di viale Antinori. Gli studenti, accompagnati da docenti e ausiliari, raggiungevano a piedi la palestra e prendevano le lezioni.

Poi il Comune rescisse la convenzione, che peraltro costava una sciocchezza: il prezzo della luce e del riscaldamento. Quindi ci fu l’esperimento Monte Grillo, dove esiste una sede staccata della stessa scuola. Ma il fatto è che non si poteva andare a piedi e si doveva prendere il pullman. Tempo perso per strada (si univano le due ore settimanali) malattie da raffreddamento (si usciva sudati), responsabilità coi ragazzi per strada. Fine dell’esperimento.

Che si fa? La trovata fu che si poteva tranquillamente fare ginnastica sul piazzale esterno, anche col gelo. Non fu una soluzione accettabile. Tanto più che, allora come oggi, malgrado disposizioni, cartelli, divieti, minacce, il piazzale è sempre ingombro di auto.

Non solo quelle dei dipendenti della scuola: in quel piazzalone lascia la macchina chiunque lo voglia. Compresi gli studenti che si recano alle facoltà universitarie di giurisprudenza, economia ed altre, o alla mensa universitaria di via Alessandro Pascoli. Quello spazio è di tutti.

Ma non c’è verso di impedire l’accesso e la sosta? Ci hanno provato, ma qualcuno scassa sistematicamente la fotocellula che comanda la sbarra: è successo decine di volte. Adesso hanno piazzato un massiccio palo metallico, dotato di robusto lucchetto. Ma il personale non può stare a controllare tutto il giorno e così il palo viene ricollocato solo a chiusura della scuola. Dunque, c’è un traffico da autostrada. E i ragazzi? Si arrangino! Nel piazzale (che è anche raduno in caso di calamità naturali) dominano le auto.

C’è via di scampo? Da qualche hanno è stato adibito a “palestrina” un vano lungo una ventina di metri e alto poco più di due metri e mezzo. Pensare quanto ci si gioca bene a basket o a pallavolo. Ma, allora, che si fa? Si rinuncia alle lezioni di educazione fisica o si fanno le cose alla bell’e meglio.

Fino a quando i ragazzi della Leonardo (quelli di ieri, e dell’altroieri, sono ormai genitori… o nonni) saranno privi di un luogo dove svolgere le lezioni di educazione fisica? Tutti gli anni si levano le solite lamentele. Ma la situazione rimane quella. 

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