Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Caos supplenze, precario "scavalcato" in graduatoria: scatta il ricorso in tribunale

Errore nel punteggio, ma il Tribunale amministrativo non è la sede dove discutere il caso, serve il giudice ordinario

La procedura di formazione delle graduatorie provinciali per le supplenze non è un “procedimento di tipo selettivo”, ma solo la redazione di un elenco. A maggior ragione è diritto degli aspiranti “ad essere collocati nella corretta posizione” che deriva dal conteggio dei titoli e dei punti di servizio. E nella chiamata “per la stipula di contratti a tempo determinato” è fondamentale seguire tale elenco.

È quanto ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale chiamato a decidere sul ricorso di un precario collocato in posizione errata (secondo il ricorrente) e superato da altri due precari nella supplenza.

I giudici hanno ritenuto che la sede amministrativa non sia il luogo deputato a discutere il ricorso, ma che sia materia del giudice ordinario; pur riconoscendo che il ricorso sia fondato e nella gestione delle supplenze, quest’anno completamente rinnovate, sia stato commesso più di un errore.

Il precario ha portato in giudizio l’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria contestando la nuova graduatoria che lo vede collocato all’ottavo posto con 29,5 punti, invece che al sesto posto con 35,50 (calcolando anni di servizio, titoli e altri punti). Una retrocessione che non gli ha permesso di andare ad occupare una cattedra, nella sua materia, in un istituto umbro, in quanto presa da chi stava avanti in graduatoria.

Per i giudici del Tar la competenza amministrativa riguarda solo i concorsi pubblici per l’assunzione a tempo indeterminato e non l’assegnazione delle supplenze. Per contestare la formazione delle graduatorie, quindi, il precario si deve rivolgere al giudice ordinario e chiedere il ricalcolo dei punti e, in caso di errore della scuola, rinnovare le nomine.

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