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Scuola da Vinci all’Elce. Domani si riparte. Quel muretto davanti alla scala di emergenza è una trappola

La scuola è collocata al termine di via Bonaparte Valentini, in una conca a valle delle strutture Onaosi

Scuola Leonardo da Vinci all’Elce. Domani riapre la scuola. Quel muretto davanti alla scala di emergenza è una vera trappola. Ci si chiede con che testa abbiano ragionato, a suo tempo, i decisori. Porre un ostacolo davanti a una via di fuga non solo annulla la sicurezza, ma costituisce una seria fonte di pericolo. Riassumiamo i termini della questione. La scuola è collocata al termine di via Bonaparte Valentini, in una conca a valle delle strutture Onaosi, poco sotto il luogo dove è stata individuata la tomba dei Cacni (2003) con le splendide urne policrome e dorate.

Qualche anno dopo la sua costruzione (circa mezzo secolo fa), la scuola media dell’Elce fu dotata di una scala metallica di emergenza a valle. Poi, quando le norme sulla sicurezza sono divenute più stringenti, il Comune ha dovuto realizzare una seconda scala di evacuazione sul lato dell’entrata (quella visibile in pagina). L’assurdità è stata quella di lasciarci davanti un muretto alto una quarantina di centimetri. 

Con la conseguenza che, nel malaugurato caso di necessaria e pronta evacuazione, studenti e insegnanti in discesa precipitosa si troverebbero davanti quell’ostacolo. È facilmente immaginabile cosa potrebbe accadere: una condizione arrischiata, forse peggio del pericolo al quale si intende sfuggire. Come docente in quella scuola per circa un ventennio, segnalai più volte la criticità all’Ufficio Scolastico e al Comune di Perugia. In un paio di occasioni (esercitazioni e, una volta, terremoto vero) io stesso “capitanai” la classe, preoccupandomi più del muretto che del terremoto. Indignato,
alzai la voce con capi e capetti. La risposta consisté in una tinteggiatura del muretto con strisce gialle a indicare il pericolo. Tutto qui? Esattamente, sfacciatamente, tutto qui!

È evidente, anche alle menti meno dotate, il fatto che il pericolo vada rimosso, più che segnalato. Non si può dire: salta il muretto che è segnalato come pericoloso. E, se poi non lo salti, peggio per te! Tanto più che la semplicissima soluzione consiste nel demolire un inutile ostacolo con quattro colpi di mazza. Ma il Comune non intese ragioni: preferì ritinteggiare, ogni due tre anni, piuttosto che abbattere. Certamente spendendo di più e non rendendo un buon servizio alla comunità. Le cose stanno ancora così. Ci saranno, oggi, orecchie (e intelligenze) disposte ad ascoltare? Ancora una volta, aprono le scuole e la faccenda pare lontana dall’essere risolta. Diceva Ettore Petrolini: “Più cretini di così… si muore!”.

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