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Non si fermano gli imbrattatori in centro storico: scritte selvagge sul muro di San Francesco al Prato

Anche il muro, a sinistra del “ricamo in bassorilievo” di Agostino di Duccio, paga lo scotto di trovarsi in un luogo popolato di imbrattatori

San Francesco al Prato, Oratorio di San Bernardino, loggetta di accesso all’ex convento (oggi sede dell’Accademia di Belle Arti): s’è mai visto spettacolo più indegno? Nell’indifferenza generale, s’incancrenisce la situazione di imbrattamento. Lo dicevamo proprio su questo giornale: “sporco chiama sporco”. E le prove sono sotto gli occhi di tutti.

Anche il muro, a sinistra del “ricamo in bassorilievo” di Agostino di Duccio, paga lo scotto di trovarsi in un luogo popolato di imbrattatori. A quando lo spray anche sul capolavoro dell’arte rinascimentale? Sta di fatto che – come ci segnala il lettore-collaboratore – Gianluca Papalini, anche la colonna è sporcata di colore blu. Sono perfino riusciti a scrivere su uno dei nuovi contenitori di rifiuti metallici.

E su quel muro (che non ha niente di artistico, s’intende!), in adiacenza al capolavoro di Duccio, sono vergati scritte e scarabocchi nei colori verde, rosso e blu. Più le solite  frasi pseudo poetiche (“ricordati che le stelle sono irraggiungibili…”) in bianchetto. Non se ne può veramente più. Infatti gli operatori ecologici si trovano a raccogliere anche altri “articoli” che la decenza ci impedisce di inserire in pagina. Fino a quando?

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