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La bomboletta selvaggia colpisce ancora: imbrattato l'ingresso dell'antica Accademia di Belle Arti

Le scritte, se non le togli, si moltiplicano all’infinito. È un crescendo rossiniano, quello che  vede aumentare gli scarabocchi nella loggetta d’ingresso dell’antica Accademia perugina intestata a Pietro Vannucci

Le scritte, se non le togli, si moltiplicano all’infinito. È un crescendo rossiniano, quello che  vede aumentare gli scarabocchi nella loggetta d’ingresso dell’antica Accademia perugina intestata a Pietro Vannucci. Ben lo sapeva il direttore Paolo Belardi che – appena da noi infornato dello scempio – si premurò di scrivere al Comune e a quanti sono tenuti al ripristino dello status quo ante.

Ma nulla è stato fatto. E quelle scritte che imbrattano la loggetta hanno proliferato, all’insegna del detto “crescete e moltiplicatevi”. Se è vero che la forza dell’esempio è incomprimibile, sia nel bene che nel male. Sta di fatto che a quelle originali, di qualche settimana fa, se ne sono aggiunte delle altre, sempre più stupide e impattanti.

Perfino i miti  studenti cinesi si sono fatti colonizzare dall’ebetudine rubricatoria, fino a lasciare (anche loro, sempre “soldatini” così zelanti) delle scritte per noi indecifrabili. Ma non bastava: uno sportello dei servizi, poco prima di quella parete di destra, è stato “decorato” con una effigie luciferina, pure brutta, vergata a pennarello.

Le altre scritte – non blu, ma stavolta in nero – sono dei generi più disparati e “disperati”. Si legge, infatti, una stupida frase che recita “Brancolo nel buio” o la delirante “Rabbia, odio, follia”. O, anche, la pseudo poetica “La musica aiuta a non sentire, dentro, il silenzio che c’è fuori”.

Ma non finisce qui. Sempre a destra, molto in alto (tanto da far pensare che l’“artista” sia salito su un qualche supporto) appare un graffito insignificante, ma così grande da occupare l’intera parete.Sulla campitura di sinistra, in corrispondenza di uno sportello  metallico, la sigla FSC in spray bianco e altri scarabocchi in blu. Siamo in aderenza all’Oratorio di San Bernardino, tanto per gradire!

Insomma: “ogni giorno ha la sua pena”, ogni  attesa comporta un peggioramento, verosimilmente dovuto al cattivo esempio per cui: “sporco chiama sporco”.Ma perché – ci si chiede – un docente non ha consegnato tinta e pennello agli studenti più volenterosi per togliere di mezzo quelle scritte, per un costo prossimo allo zero? “Ma scherziamo? – ci hanno detto – quello è un bene tutelato. Non si tocca!”. Già: tutelato contro la pulizia e il decoro, non contro l’imbrattamento e il disdoro! Ma le cose vanno così. In questo benedetto Paese: sporcare si può… pulire è vietato.

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