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La "bomboletta selvaggia" prende di mira via della Viola, imbrattati muri e targhe delle vie

Peccato, perché è una strada che rinasce a nuova vita. Con piccole botteghe d'arte e artigianato, giovani che si adoperano per riportare a giusta frequentazione un luogo degradato che può vantare un passato di fulgore commerciale

Stavolta gli imbrattatori prendono di mira via della Viola, nome delicato e floreale. Peccato, perché è una strada che rinasce a nuova vita. Con piccole botteghe d’arte e artigianato, giovani che si adoperano per riportare a giusta frequentazione un luogo degradato che può vantare un passato di fulgore commerciale e di gloriosa storia cittadina (poco sopra, in via Cartolari, nasce l’Alessi).

Perché il brutto porta degrado, mentre il bello richiama frequentazione sana. Non è un caso che il rifacimento delle scalette del Carmine, tra piazzetta del Duca e via Imbriani, contribuiscano al successo della piccola multisala Post Mod e del ristorantino prospiciente.

Ma l’imbrattatore è sempre in agguato e lascia il segno. Lo ha fatto in via del Topo che, con un pennarello, è stata ribattezzata via “della Topa”. Mentre hanno aggiunto “de stó c…” sotto la targa di via del Prospetto (antica sede delle due storiche case di tolleranza, chiuse nel 1958, per effetto della legge Merlin).

Più “organico” l’intervento sul muro compreso tra due aperture dell’Osteria del Gufo, dove la scritta è più ampia e arricchita, si fa per dire, da uno sgorbio di disegno. La frase – in caratteri stampatello neri, con sottoscritto il segno dell’anarchia – recita: “20 anni a scuola, il resto a lavorare. Non sei libero, ma schiavo di stato e capitale”. Ora è certo che l’autore della scritta deve averne fatta ben poca di scuola, come dimostra l’incerta grafia.

Altrettanto sicuro è che si tratta di una persona che ha poca confidenza col lavoro. Altrimenti, se il malandrino fosse stanco, penserebbe a riposare e non a scrivere slogan insulsi sui muri della Vetusta. Il cronista ricorda di aver fotografato, e proposto su Perugia Today, la stessa scritta, vergata sulla recinzione di cantiere presso le Logge di Braccio. O si tratta della stessa persona o di qualcuno che ha frequentato la stessa “scuola”.

Ricordiamo che, un tempo, coloro che si professavano anarchici erano dotati di una certa istruzione. Questi, invece, sono solo “sedicenti”. E di istruzione non hanno visto nemmeno l’ombra.

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