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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Cronaca Assisi

Assisi: per il Tribunale di Torino Fabrizio Catalano è morto, ma i genitori sperano ancora che torni

La giustizia ha dichiarato la morte presunta del giovane scomparso lungo il sentiero di Francesco nel 2005

È stata dichiarata la morte presunta di Fabrizio Catalano. Ad un anno dalla richiesta della Procura, il tribunale di Torino ha pronunciato la sentenza di morte presunta di Fabrizio Catalano, il ragazzo di Collegno scomparso dal luglio 2005 quando aveva 19 anni nei boschi di Assisi, sul sentiero francescano.

"Per noi - hanno detto i suoi genitori, Ezio Catalano e Caterina Migliazza - si tratta di un momento di grande sofferenza. Siamo qui con la speranza che questa sentenza possa essere stracciata presto perché significherebbe che Fabrizio è tornato a casa. Per noi resta solo un pezzo di carta".

La dichiarazione di morte presunta non chiude definitivamente il caso, se qualcuno avesse informazioni può continuare a contattare le forze dell'ordine, la trasmissione 'Chi l'ha visto?' di Rai 3, l'associazione Cercando Fabrizio (www.fabriziocatalano.it) o le testate del nostro gruppo, TorinoToday e PerugiaToday.

Il giovane si trovava ad Assisi per frequentare un corso quadriennale di musicoterapia, hanno deciso di chiedere la morte presunta del giovane al tribunale di Torino.

Ezio Catalano e Caterina Migliazza sperano ancora che Fabrizio torni a casa anche se "ci sono atti che sono inevitabili - spiega la madre - Io spero ancora un giorno di poter strappare questa dichiarazione, che serve per l'apertura della successione mortis causa. La procedura prevede che ci siano sei mesi di tempo per far pervenire al tribunale di Torino qualsiasi notizia della scomparsa di Fabrizio. La speranza è che chi ha informazioni si faccia avanti".

Fabrizio Catalano era un giovane molto religioso, impegnato nel volontariato sociale, che frequentava il secondo anno di un corso di musicoterapia ad Assisi. Il 21 luglio 2005, un mese prima di partire per le vacanze prenotate con la famiglia e con gli amici, non si era presentato alle lezioni e da allora non ha più dato notizie. Nella casa dove abitava erano stati trovati il telefono cellulare e gli occhiali che per lui erano indispensabili a causa di una forte miopia. Tre giorni dopo, sul sentiero di San Francesco per Gubbio, in località Valfabbrica, erano stati ritrovati i suoi documenti, in una sacca bianca. Sette mesi dopo, poco distante, toccò alla custodia della sua inseparabile chitarra.

Un’amica ha dichiarato di aver ricevuto da lui il 19 luglio 2005 una telefonata nel corso della quale le avrebbe detto: "Mi è successa una cosa bellissima... ho trovato la strada con l’aiuto del buon Signore", forse legata al cammino spirituale che stava compiendo. La madre, ritenendo che il figlio possa aver voluto rispondere ad una vocazione religiosa iniziando un pellegrinaggio nella zona di Assisi, ha scritto circa 300 lettere ad altrettanti istituti religiosi, ricevendo ad oggi solo tre risposte. Secondo i familiari, la prima fase delle ricerche, decisiva per capire che fine avesse fatto, non era stata condotta in modo efficiente.

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