Scommesse e slot, i perugini amano giocare: aumentano i punti di raccolta delle giocate

Secondo l’Agenzia delle Dogane il volume di gioco in Umbria è stato di 1 miliardo e 54 milioni di euro del 2018, 50 milioni di sole scommesse sportive

Nel 2019 i punti di raccolta scommesse presenti sul territorio italiano sono diminuiti del 3,3% attestandosi a 9.924 rispetto ai 10.263 dell’anno precedente. Perugia è in controtendenza visto che registra un aumento dei punti vendita, mentre Terni ne perde uno solo.

In Italia sono “scomparsi” 339 punti di raccolta delle scommesse. Tra le cause le norme sulle distanze tra un punto e l’altro e le leggi regionali su scommesse, sale slot e gioco d’azzardo.

Il calo più considerevole si è registrato a Bolzano e provincia, dove i punti scommesse sono crollati del 31,4% (passando da 35 a 24). Profondo rosso anche per Trieste, che ha perso il 23,5% (da 17 a 13) mentre al terzo posto c’è Matera con il -22,6% (da 31 a 24).

La provincia di Perugia è passata da 92 punti scommesse a 95, mentre Terni da 34 a 33.

A Perugia le sale scommesse o con le slot non possono trovarsi vicino ad edifici sensibili, in primo luogo le scuole. Molte attività sono finite nella lista della Prefettura per quelle a rischio di infiltrazioni mafiose. Altre ancora sono state chiuse dal Questore perché frequentate da persone sospette o perché avevano concesso l’ingresso anche a minori.

Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli i comuni dove si gioca di più in provincia di Perugia sono Bastia (1.646 euro all'anno pro-capite), Città di Castello 1.200 euro, Gualdo Tadino 1.108 euro, a Perugia 1.017 (ma 170 milioni di giocate).

Il Codacons, un anno fa, aveva chiesto alle Questure di Terni e Perugia “contro il proliferare incontrollato di sale slot in Umbria” di adottare provvedimenti urgenti “a tutela dell’ordine pubblico e della salute dei cittadini”, vietando nuove aperture.

Secondo le associazioni di categoria per questo tipo di attività, invece, i dati sarebbero altri: nella provincia di Perugia, nel 2018 per tutte le tipologie di gioco, sarebbe stato speso l’importo di circa 192 milioni di euro (290 euro pro capite); a Gualdo Tadino la spesa pro-capite sarebbe di 353 euro; a Magione, la spesa annua pro capite per tutte le tipologie di gioco sarebbe di 200 euro.

Secondo l’Agenzia delle Dogane il volume di gioco in Umbria è passato dal miliardo e 99 milioni di euro del 2016 al miliardo e 54 milioni di euro del 2018. Per le scommesse sportive si è passati dai 45 milioni di euro del 2016 ai 50 del 2018. Sono stati pagati 40 milioni di euro in vincite.

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