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Cronaca

Raccoglie scommesse a Perugia, ma ha la sede a Malta: agenzia di scommesse condannata a pagare le tasse in Italia

La Cassazione dà ragione all'Agenzia delle dogane e dei monopoli

Il bookmaker che agisce dall’estero sul territorio nazionale deve pagare le imposte. La Cassazione civile dà ragione all’Agenzia delle dogane e dei monopoli nella vertenza con un gruppo internazionale che gestisce il gioco lecito e le scommesse.

L’Agenzia delle dogane ha portato davanti alla Commissione tributaria provinciale di Perugia e poi davanti alla regionale l’azienda di scommesse online per un avviso di accertamento in qualità di “coobbligato in solido con il Centro di Trasmissione Dati (CTD) operante nel territorio italiano, a riprese per imposta unica sulle scommesse raccolte dal primo relativamente agli anni di imposta 2014 e 2015”, per il pagamento del tributo sui giochi e le scommesse come evoluzione della tassa di lotteria che tutti devono allo Stato nella misura dell’applicazione di “un prelievo erariale unico fissato in misura del 13,5 per cento delle somme giocate”.

La Cassazione ha dato ragione all’Agenzia delle dogane sulla scorta di precedenti pronunce, anche a livello europeo, che hanno “escluso qualsivoglia discriminazione tra bookmakers nazionali e bookmakers esteri, perché l'imposta unica si applica a tutti gli operatori che gestiscono scommesse raccolte sul territorio italiano, senza distinzione alcuna in funzione del luogo in cui essi sono stabiliti”.

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