Polveriera Gesenu - Proclamato lo sciopero dei rifiuti il 6 maggio, Pdl sulle barricate

Il mancato pagamento del premio produttività ai dipendenti della Gesenu ha fatto scattare lo sciopero per il 6 maggio. L'opposizione del Pdl ha chiesto maggiore trasparenza e regole nuove per la gestione della Gesenu

Dopo anni di tregua i dipendenti della Gesenu tornano a scioperare per il mancato premio della produttività previsto dal contratto nazionale. L'azienda non è in grado di fare i pagamenti causa la scarsa liquidità determinata dai mancati incassi in altri territori come la Sicilia. Lo sciopero è previsto per il prossimo sei maggio e avrà una durata di 24 ore. 

Poiché non saranno garantiti i regolari servizi di igiene urbana, il Comune ha invitato i cittadini a non conferire i rifiuti: gli utenti del servizio porta a porta nel centro storico di Perugia non dovranno lasciare i rifiuti nella serata di domenica 5 maggio. I servizi riprenderanno regolarmente martedì 7 maggio. Lo sciopero è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali provinciali Fp (funzione pubblica) Cgil e Uiltratrasporti, unitamente alle proprie rappresentanze sindacali aziendali.

OPPOSIZIONE SULLE BARRICATE -  Il capogruppo del Pdl Rocco Valentino ha chiesto maggiore trasparenza sulla gestione della Gesenu: “Dopo la vicenda di Umbria Mobilità non vorremmo che anche Gesenu facesse la stessa fine, visto che le similitudini tra le due situazioni sono molteplici. Anche Gesenu, infatti, vanta crediti enormi in altre regioni (vedi Sicilia), dove ha effettuato investimenti importanti, ma senza ottenere introiti significativi.

Ci chiediamo perchè, prima di procedere con questa operazione, il Consiglio Comunale di Perugia non sia stato coinvolto nella decisione come invece sarebbe stato opportuno”. Ulteriore punto critico la raccolta differenziata: è inaccettabile secondo Valentino il sistema introdotto nel centro storico, dove, con la totale eliminazione dei cassonetti, la città di sera è preda dei sacchetti lasciati lungo le strade, con pessimi effetti in termini di decoro. “Crediamo che questo sistema non sia consono per la città, oltre che scarsamente conveniente sotto il profilo dei costi”. In definitiva le richieste del PdL su Gesenu sono tre: 1) stabilire il limite temporale del doppio mandato per gli amministratori delle partecipate; 2) eliminare il sistema delle aziende/scatole-cinesi; 3) garantire un maggior coinvolgimento del Consiglio Comunale sul tema delle partecipate.

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