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Cronaca Corciano

Corciano: i reclutatori passavano cibo, profilattici e intimo sexy, ma le prostitute dovevano ripagare tutto

Due sotto processo per reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Pubblicità su giornali e riviste e prenotazione per telefono

Cibo, profilattici, cosmetici e abiti succinti erano a carico dei reclutatori di ragazze, ma queste avrebbero dovuto lavorare per ripagare tutto.

Due cinesi, un uomo di 37 anni e una donna di 58 anni, difesi dagli avvocati Patrizia Conti e Gloria Isidori, sono finiti davanti al giudice del Tribunale penale di Perugia per avere “in concorso tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso”, reclutato donne di nazionalità cinese “al fine di farle esercitare la prostituzione in appartamento” di Corciano. I fatti contestati sono avvenuti a Corciano fino al novembre del 2013, quando le forze dell’ordine posero fine all’attività illegale.

Secondo l’accusa avrebbero favorito e sfruttato la prostituzione “mediante inserzione di annunci” su siti di incontri e anche di offerte di vario genere, “riguardanti messaggi e riproducenti immagini di donne in abiti succinti e indicazione” dei numeri di cellulare da contattare.

Al telefono avrebbe risposto l’imputata “per contrattare data, orario, luogo e presso degli incontri, con definizione delle prestazioni sessuali possibili”.

Per la Procura di Perugia i due imputati avrebbero avuto la “disponibilità dell’appartamento” di Corciano e si sarebbero occupati anche della “fornitura di cibo, profilattici e quant’altro necessario per l’esercizio della prostituzione”, con le donne che venivano lasciate “senza possibilità di uscita non avendo le chiavi di ingresso”.

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