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Cronaca

Schiaffetti e tirate di orecchie in aula, indagata la "cattiva maestra" dopo l'esposto dei genitori

La Procura di Perugia sente il dirigente scolastico e i colleghi, ma poi archivia. Davanti al giudice per l'opposizione delle famiglie coinvolte nella vicenda. L'insegnante trasferita ad altri compiti

Una maestra cattiva o che usa metodi un po’ troppo “fisici” per tenere i bambini? I genitori di una scuola materna perugina hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica e all’Ufficio scolastico regionale segnalando dei comportamenti scorretti da parte di una maestra dei loro figli. Il dirigente scolastico ha trasferito ad altri compiti la maestra, l’Usr ha avviato un procedimento disciplinare, ma la Procura ha archiviato, con conseguente opposizione davanti al giudice da parte dei firmatari dell’esposto, affidatisi all’avvocato Angelo Lonero.

La vicenda inizia nel mese di marzo del 2019 quando un gruppo di sette genitori si trova di fronte a racconti molto simili dei loro figli e che riguardano il comportamento di una maestra. Un genitore aveva ascoltato il figlio raccontare che la maestra si era arrabbiata durante un’attività didattica e gli aveva dato uno “schiaffetto” sulla testa. Un altro genitore aveva sentito dire al figlio che “la maestra è cattiva, dà sempre gli schiaffi e le spinte”. Un terzo genitore aveva ascoltato le lamentele del figlio, messo sempre in punizione dalla maestra e di essere stato spinto “sulla schiena” e di essere caduto.

L’esposto prosegue con un genitore che trova un graffio sulla guancia del figlio e si sente rispondere che è stata la maestra con uno schiaffo. Oppure gli incubi notturni di alcuni bambini e i casi di encopresi (cacca addosso) perché il bambino non è stato mandato in bagno dalla maestra. Ad insospettire i genitori anche il cambiamento d’umore di figli a scuola dopo che la maestra avrebbe dato “schiaffi sulla testa … tanti tanti tanti e mi mette in piedi vicino ai giochi in punizione” oppure avrebbe “tirato su” un bambino da seduto per un orecchio, per arrivare alle sculaccciate.

Un altro genitore è rimasto perplesso quando a seguito della caduta di un bicchiere a casa ha sentito il figlio autoimproverarsi e mettersi in punizione da solo. Cercando di tranquillizzare il bambino che non era successo nulla ha sentito lo stesso dire, “ma la maestra fa così”. Molti bambini, inoltre, avrebbero pianto all’ingresso a scuola all’allontanarsi dei genitori. Anche un fratello più grande di uno dei bambini della maestra in questione, ha raccontato di “strattonamenti, tirate di orecchie, a volte sberle, urla, in generale maltrattamenti non idonei alla figura ricoperta”. Mentre un altro bambino replicherebbe quanto visto fare alla maestra, prendendo il fratello più piccolo per il colletto, strattonandolo.

La Procura disponeva di sentire il dirigente scolastico, i colleghi della maestra e i genitori degli alunni (non quelli che avevano presentato l’esposto). Al termine delle indagini il pm ha chiesto l’archiviazione in quanto “gli elementi raccolti non consentono di sostenere l’accusa in giudizio per la loro insufficienza e contraddittorietà”. Dall’audizione dei docenti che hanno lavorato con la maestra “non è emerso alcun comportamento anomalo”, ma solo il “profilo di una insegnante con modi meno materni e, probabilmente, più severi, rispetto a quelli delle altre insegnanti”. Gli unici episodi con un eventuale rilievo penale sarebbero relativi “ad asserite tirate di orecchie ovvero piccoli strattonamenti”.

Non potendo “pervenire ad una prova rassicurante del loro essersi effettivamente verificati” e non potendo “apprezzare la intensità e la offensività” ne deriva una “prognosi dibattimentale” sfavorevole ad un eventuale giudizio, anche a fronte del “congedo di cui ha usufruito l’indagata”.

Tra i tanti motivi di opposizione all’archiviazione proposta dai genitori firmatari dell’esposto, c’è proprio la ritrovata tranquillità dei bambini dopo l’allontanamento della maestra, spostata in via precauzionale ad altro ruolo. Nell’opposizione si chiede di sentire tutti i genitori dei bambini, ascoltare con le dovute tutele i minori coinvolti e interrogare la maestra.

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